«Dedico le mie canzoni a chi mi ha salvato»

Guardiagrele. Il racconto del musicista Scogna, allievo di Graziani, in rianimazione due mesi per il Covid
GUARDIAGRELE. Ha avuto il Covid, è stato intubato e ha rischiato di morire. Poi, all’improvviso, il risveglio e la vittoria. Ora Alfredo Scogna, 58 anni, cantautore di Guardiagrele, formato artisticamente da Ivan Graziani che ha frequentato per oltre due anni, è tornato a casa con la speranza di riprendere a fare tutto quello che aveva svolto prima. Alle spalle Scogna ha l’incisione di 7 album e di una settantina di canzoni tra editi e inediti.
«A febbraio ero immerso nei miei progetti discografici», racconta, «poi all'improvviso la febbre che non va via per una settimana. Chiamo il medico: ricovero d'urgenza per la polmonite bilaterale. Vengo subito intubato e per un mese sono stato addormentato. Esco dalla Rianimazione di Chieti dopo due mesi e vengo trasferito a Bolognano per la riabilitazione per quattro mesi. Non riuscivo più a camminare né a parlare». Immaginabile la ripercussione anche sul morale. «Sì», riprende Scogna, «perché non posso pensare la mia vita senza viaggi e senza canzoni da scrivere e cantare. Tutti mi dicono che ci vorrà del tempo e nel frattempo faccio fisioterapia a casa e logopedia. Sono sfumati tanti progetti, ma in questa occasione, proprio per darmi forza, usciranno due album che avevo registrato prima del Covid. Uno in questi giorni e l'altro a Natale: il primo si chiama “Indifferente leggerezza”».
Scogna è ideatore e organizzatore del “Bolognino d’oro”, gara canora in cui ogni anno, dal 1998, si esibiscono a Guardiagrele interpreti provenienti da tutta Italia. Nel 2019 ha pubblicato per le Edizioni Masciulli il libro “Come fosse l’ultimo istante” raccolta di pensieri “fuori e dentro il tempo”. “Come fosse l’ultimo istante” dà anche il titolo alla sua penultima produzione discografica, 9 brani registrati negli studi di Piero Cassano dei Matia Bazar e pubblicati nel 2020 per l’etichetta EuroTeam.
«Ringrazio medici e infermieri del reparto di rianimazione-terapia intensiva dell'ospedale di Chieti e il personale del Centro di riabilitazione "Madonna del Monte" di Bolognano», conclude Scogna, «a loro dedico le mie canzoni: sono inni alla vita e desiderio di una ricerca introspettiva». (r.o.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

