«Defunto spostato come un pacco»

Lo sfogo di un familiare: la sala occupata dal morto usata per scaricare materiale
LANCIANO. «Non si possono trattare i morti come “pacchi” da spostare come nulla fosse. L’obitorio è un luogo sacro, ci vuole rispetto per i defunti e i loro familiari». È lo sfogo di N.B., di Lanciano, che stenta ancora a credere a quanto accaduto ieri mattina all’obitorio dell’ospedale Renzetti quando, al dolore per la perdita del familiare, si è aggiunta la rabbia perché il cognato deceduto, già sistemato nella bara e pronto per il compianto dei suoi cari, è stato spostato in fretta e furia per permettere ad alcuni operai di scaricare delle taniche.
«Mio cognato era nella bara, vestito e preparato», racconta incredula la donna, «gli addetti alle pompe funebri stavano sistemando i paramenti quando ci hanno comunicato di doverlo spostare, perché in quella sala bisognava scaricare delle taniche di liquido ospedaliero. Essendo le altre tre sale occupate, ci hanno spostato in una saletta nel retro dell’obitorio, a cui si accede tramite una scala laterale o passando nella stanza dove c’è un altro defunto. Non solo, ci hanno detto che dopo le 13 avrebbero finito di scaricare le taniche e pulito e che volendo potevamo rispostare mio cognato nella stanza. Ma è un pacco postale? Dov’è il rispetto per una persona venuta a mancare all’affetto dei suoi familiari che al dolore della perdita sommano quello di vedere il proprio caro trattato in questo modo? In un ospedale così grande», si chiede ancora la donna, «non c’è un altro posto dove scaricare la merce?». (t.d.r.)
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