Degrado e incuria alla villa Gli ultimi lavori dieci anni fa

23 Marzo 2017

La denuncia è dell’ex assessore Graziella Di Campli (Fi), ora consigliere comunale Fu lei a volere il recupero dell’area, costato 200mila euro alla collettività

LANCIANO. La villa comunale, riconsegnata una decina di anni fa alla città dopo un anno e mezzo di lavori e 200.000 euro spesi, versa nel degrado. La denuncia è della consigliera di opposizione Graziella Di Campli (Fi). E non è un caso che la segnalazione arrivi da lei, perché fu la Di Campli, quando era assessore all’ambiente della giunta Paolini, a volere i lavori di ristrutturazione e recupero della villa. «Panchine e cestini divelti, statue rovinate, scritte su cancelli, muretti e cestini: questa è la villa oggi», dice Di Campli, «a causa dell’abbandono dell’area da parte della giunta Pupillo. Non ci sono controlli, non ci sono custodi e ragazzi con poco senso civico ne approfittano, distruggendo un ambiente rimesso a nuovo». In effetti sul retro della villa, un po’ più lontano dagli occhi dei bimbi che giocano vicino alla vasca del cigno (da pulire), i ragazzi hanno divelto dei cestini e 5 panchine, che spostano a proprio piacimento. A terra c’è anche il palo in ghisa del cestino con accanto un pezzo di marmo, e non è il massimo dal punto di vista della sicurezza. «I lavori, costati 200.000 euro eseguiti all’ epoca in cui rivestivo la carica di assessore all’ambiente, avevano riconsegnato alla città un parco nuovo», riprende la consigliera. «Erano state reimpiantate specie arboree risalenti ai tempi in cui la villa fu istituita, nel 1926, tante varietà di rose prima scomparse. Furono rifatti i passaggi pedonali, sistemate le panchine ghisa con seduta in legno, rifatta l’illuminazione. Non solo», aggiunge la Di Campli, «sistemammo i bagni, la vasca del cigno e dei pesci e le statue all’ingresso furono restaurate e ridonate alla città nel loro antico splendore. Mettemmo anche una voliera delle fonderie viterbesi (oggi vuota, ndc). Oggi solo degrado: l’amministrazione Pupillo l’ha completamente dimenticata». (t.d.r.)