Del Vecchio, il giudice ordina l’indagine bis

Torna in procura il fascicolo sulla calunnia a Cuccurullo. Lauree facili, il tribunale dà torto all’Ateneo
CHIETI. Un giovedì nero, dal punto di vista giudiziario, per l’Università D’Annunzio che ha perso su due fronti. Ieri mattina, infatti, il gup, Antonella Redaelli, non ha archiviato l’inchiesta per calunnia che vede indagato il dg Filippo Del Vecchio, ai danni dell’ex rettore Franco Cuccurullo e dell’ex dg Marco Napoleone, ma ha rimandato gli atti in procura affinchè indaghi ancora sulle accuse – ritenute infondate e quindi calunniose dalla parte offesa – mosse da Del Vecchio contro la Fondazione D’Annunzio. Ma sempre ieri l'università è stata condannata per avere avvito una causa per querela di falso contro un diploma, utilizzato da Vittorio B., diplomato alla Tecnica 2000 e laureato terapista della riabilitazione alla D’Annunzio. La sentenza di ieri riguarda una delle presunte “lauree facili” per cui l'università contestava il diploma dello studente. Nel processo la Tecnica 2000 ha mantenuto un comportamento neutrale, mentre l'Università si è “scagliata” contro il ragazzo, titolare del diploma del 1994 (sul quale comparivano però le firme di enti pubblici come Regione Abruzzo e ministero dell'Istruzione), senza tuttavia dare la prova della presunta falsità. Al termine della controversia davanti al Tribunale di Chieti, con gli avvocati Bosco e Galante per l’allievo e l'avvocato Aldo Lucarelli per la Tecnica 2000, il collegio presieduto da Camillo Romandini, con giudice istruttore Alberto Iachini Bellisari, ha respinto la domanda dell'Università, confermando il diploma, ordinando la menzione della sentenza sul diploma stesso e condannando l'Università alle spese di lite. (l.c.)

