Del Vecchio passa lo scoglio del Senato accademico

Niente rivolta di fronte al rischio di perdere credibilità e numero di studenti Spunta però un documento «morbido» che contesta il taglio delle indennità
CHIETI. Nessuna resa dei conti, ma piuttosto «un atto di fede» nei confronti del direttore generale della d’Annunzio che ieri, di fronte al Senato accademico, ha ribadito la sua «incolpevolezza» sul taglio dell’Ima a 300 dipendenti. «La sospensione delle indennità mensili di ateneo mi è stata imposta dal Mef (Ministero dell’economia e delle finanze)» avrebbe ribadito Filippo Del Vecchio, anche se, a onor del vero, non sono state mostrate le carte a supporto di quanto dichiarato. Un atto di fede , dunque, che però non ha risparmiato ai vertici della d’Annunzio il dissenso, anche se molto garbato, per quella cancellazione, dai 300 ai 500 euro, di indennità dalle buste paga di agosto. Ma torniamo all’incontro tra senatori , dg e rettore. A tirare in ballo il problema Ima, anche se non era all’ordine del giorno, è stato il rettore Carmine Di Ilio. Una «chiacchierata» durata oltre 3 ore , anche se nulla di quanto detto è stato verbalizzato. E, nel corso della «comunicazione», più di un senatore avrebbe chiesto ai vertici della d’Annunzio di «risolvere al più presto il problema dei problemi dell’ateneo». Nessuna sfiducia quindi, anche alla luce del momento critico che sta attraversando la d’Annunzio. Inchieste e proteste con fischi e striscioni di certo non giovano all’immagine dell’ateneo che va, al di là di tutto, salvaguardata. Clima di distensione, dunque, anche se per la prima volta nella storia del Senato, al termine dell’incontro è stato redatto un documento ufficiale indirizzato ai vertici della d’Annunzio.
«La soluzione del problema del salario accessorio va considerata come una priorità assoluta per l’intero ateneo, al cui raggiungimento deve essere garantito il massimo impegno da parte tanto dei vertici dell’ateneo quanto dagli organi statutari della intera comunità scientifica e tecnico amministrativa». E ancora: «Pur comprendendo che le presenti problematiche derivano da pregresse decisioni non si deve identificare in alcu n modo il personale tecnico-amministrativo come responsabile di tali scelte e si garantisce pertanto il massimo impegno che l’eventuale recupero da parte del ministero delle somme elargite non avvenga a carico del personale». E si chiude: «Nel ritenere prioritaria la ricostituzione del fondo da cui attingere per il salario accessorio il senato accademico condivide le strategie illustrate dal rettore e dal dg in tal senso e auspica che la successiva ridistribuzione avvenga sulla base di criteri identificati attraverso il dialogo e la concertazione». Nel corso della riunione si è parlato, ma per breve tempo, della prossima assunzione di 50 ricercatori e professori.
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