Demenza senile, pazienti curati a domicilio

24 Novembre 2015

Presentato il Centro per i disturbi cognitivi della Asl: è un progetto-pilota che parte da Lanciano

LANCIANO. Circa 20mila casi di persone colpite da demenze in regione, di cui 12mila con Alzheimer (nel Frentano sono 1.300i malati, di cui 700 con Alzheimer). Il 2% della popolazione è colpita da disturbi cognitivi e demenze. Sono i dati, allarmanti, illustrati nel convegno “Dimenticare se stessi: proposte di un nuovo approccio alle demenze”, il primo di una serie di incontri promossi dal Comune in collaborazione con le Farmacie Comunali e i Servizi territoriali della Asl Lanciano- Vasto-Chieti, sui temi dell’educazione alla salute e della gestione delle condizioni di fragilità fisica e psico-sociale dell’età pediatrica e geriatrica.

Sabato l’attenzione è stata posta sui “nonni”, che nella malattia tornano ad essere “neonati” come sottolineato dal dottor Paolo Colacioppo, geriatra territoriale, da Michele Zito, docente di Medicina e scienze dell’invecchiamento dell’università di Chieti. Nonni indifesi, a volte, anche contro se stessi, a causa di un disturbo mentale che può rendere fragili o violenti, un male che si conosce da tempo ma per il quale si è fatto ben poco. Ma quel “poco” nel distretto sanitario di Lanciano, diretto dalla dottoressa Manola Rosato, sta diventando “tanto” con l’attivazione del Centro per i disturbi cognitivi e le demenze (Cdcd) nell’ambulatorio di Psicogeriatria, affidato al dottor Colacioppo, e un progetto pilota per applicare il piano demenze non attivato appieno in Regione, che prevede la cura del malato in casa con un’equipe formata da geriatra, infermieri, assistente sociale e psicologo.

«Il progressivo aumento delle patologie cronico-degenerative ha portato come conseguenza l’aumento di bisogni assistenziali a lungo termine», ha detto la Rosato, «e il centro nasce dalla necessità di adeguare la nostra offerta contro le demenze. Nella nostra Asl il paziente trova una risposta concreta con l’ambulatorio attivato a settembre, che conta già 100 utenti, e con il progetto-pilota volto ad applicare il piano nazionale demenze che vede un’equipe di medici attorno al malato che non deve rivolgersi solo all’ospedale». «Tutto parte dal piano nazionale demenze», ha spiegato Colacioppo, ideatore del centro che ha trovato poi il favore di Asl e Regione, «il centro garantisce, come prevede il piano, la diagnosi e la presa in carico tempestiva del paziente, la continuità assistenziale e un corretto approccio alla persona malata e alla sua famiglia nelle diverse fasi della malattia. La novità è che il geriatra va a casa del paziente, con due validi infermieri, per il piano terapeutico ma anche per rendersi conto dell’ambiente in cui vive e della famiglia, perché la maggior parte di questi pazienti è curata a casa». Niente più ospedale per malati rimpallati tra i reparti di Geriatria e Neurologia, ma assistenza domiciliare vera, che mancava. (t.d.r.)

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