Demolisce le auto senza autorizzazione

Imprenditore nei guai per l’attività svolta in mancanza di licenza Aci. Multa di un milione e richiesta di rinvio a giudizio
ORSOGNA. Si presentava a ignari clienti come un centro autorizzato per lo smaltimento delle auto, ma in realtà non aveva alcuna autorizzazione dell’Aci. I clienti avrebbero dovuto capirlo da un piccolo dettaglio: il costo più basso dell’operazione. Se demolire un veicolo costa oltre 200 euro, il prezzo proposto dal falso centro andava dalle 80 euro alle 120 euro. Ma probabilmente non era solo il prezzo di favore a far sì che i clienti che portavano le loro auto in demolizione non erano solo abruzzesi, ma anche laziali, campani e persino siciliani. Del raggiro si è accorta la guardia di finanza della Compagnia di Chieti, al comando del capitano Angela Luana Vallario, che controllando il territorio ha notato auto abbandonate su due vaste aree, una nel comune di Orsogna, l’altra in quello di Canosa Sannita. Le aree sono vicine tra loro, ma non confinanti. Entrambe dell’ampiezza di 10mila metri quadri. Da una delle strade che da Tollo arrivano a Orsogna passando per Canosa i resti di auto erano ben visibili. I finanzieri si sono trovati davanti un prato di rifiuti, (l’operazione è stata chiamata infatti “Waste meadow”). C’erano auto, moto, macchine agricole, intere o a pezzi, in palese stato di abbandono, insieme ad altri tipi di rifiuti, alcuni dei quali pericolosi. In tutto c’erano 146 veicoli, 89 targhe, 7 carte di circolazione e 4 certificati di proprietà.
L’indagine scatta su diversi fronti, tanto è vero che in procura vengono aperti tre diversi procedimenti (in capo ai sostituti procuratori Giancarlo Ciani e Marika Ponziani): per violazione di reati ambientali, per emissione di fatture false e per ricettazione. Tutti a carico di una sola persona, un piccolo imprenditore della zona del settore delle auto, che è risultato non essere in possesso dell’autorizzazione per lo smaltimento di rifiuti che viene rilasciata dalla Provincia, né di quella per le autodemolizioni che rilascia l’Aci. L’inchiesta relativa all’illecito trattamento di rifiuti si è già chiusa con la richiesta di rinvio a giudizio a carico dell’imprenditore. L’inchiesta per i reati tributari invece è ancora in corso, come lo è quella per ricettazione, dovuta al fatto che sono state trovate anche auto rubate. Oltre ai veicoli abbandonati nelle due aree, i finanzieri hanno trovato anche un capannone dove veniva svolta l’attività di rottamazione. L’esito degli accertamenti fiscali ha fatto scoprire l’esistenza di società intestate all’imprenditore che emettevano fatture relative ad operazioni inesistenti e che non facevano la dichiarazione dei redditi. Il reddito complessivo non dichiarato ammonta a 1.154.069 mila euro. È stato scoperto, inoltre, anche un lavoratore in nero che veniva utilizzato da una delle società come lamierista/carrozziere. Quando i finanzieri sequestrano le targhe trovate si accorgono che i veicoli a cui corrispondevano risultavano ancora circolanti. Capiscono così che la società non ha autorizzazione Aci per la demolizione. Alla fine all’imprenditore sono state irrogate sanzioni amministrative per 1.175.000 euro relative a 235 contestazioni per violazioni alla normativa ambientale. Infine, recuperati bolli auto non pagati, con relative sanzioni, sono state emesse sanzioni per altri 870.032 euro.

