Denso, altri 90 operai in esubero Entro due mesi devono lasciare

Si tratta di personale in eccesso “strutturale e non riassorbibile”: finora sono andate via già 110 unità Oggi incontro sindacati-azienda per definire un nuovo accordo sul contratto di espansione 2022
SAN SALVO. Entro due mesi, altri 90 lavoratori dovranno lasciare la fabbrica della Denso Manufacturing di Piana Sant'Angelo. La Denso li ha definiti "esuberi strutturali non riassorbibili". Al momento sono già usciti dalla produzione in maniera incentivata o con contratti di espansione 110 lavoratori. I dipendenti Denso avevano tempo fino al 15 gennaio per aderire ai contratti di espansione.
«Oggi pomeriggio, alle 14», fa sapere Nicola Manzi, segretario della Uilm Chieti-Pescara, «è in programma un nuovo incontro fra i sindacati e i rappresentanti del colosso metalmeccanico per definire un nuovo accordo sul contratto di espansione 2022». Nel corso del vertice sarà fatto il punto sulla situazione verificando quante persone hanno aderito e sono uscite.
Altro argomento in programma riguarda la cassa integrazione. Gli ammortizzatori sociali sono stati nel 2021 un grande aiuto per tutto il settore industriale. I sindacati non mollano e continuano a insistere non solo per il mantenimento dei livelli occupazionali ma anche per il mantenimento dell'azienda nipponica in Abruzzo. L’assessore comunale alle attività produttive, Tonino Marcello, due settimane ha definito la Denso un'azienda con un grande valore strategico e si è impegnato a cercare soluzioni per evitare licenziamenti. Stando ai piani industriali, la fabbrica sansalvese dovrebbe ridurre l'organico a 800 unità. Una decisione che il territorio vive con grande amarezza e anche paura. Quello che al momento preoccupa di più è il silenzio della Denso sui futuri investimenti per la produzione dei motori elettrici. Il colosso giapponese tace e non scioglie le riserve. Nessuno sa dove la casa madre deciderà di investire. I sindacati sperano che la Denso di Piana Sant'Angelo diventi centrale per l'elettrificazione in Europa, ma non solo. Al momento un passaggio importante sarebbe portare comunque lavoro nella fabbrica del Vastese. Nicola Manzi lo ha chiesto espressamente. «Denso», ha più volte detto il segretario della Uilm, «porti a San Salvo lavorazioni alternative per evitare che nel 2022 ci sia un ricorso massiccio alla cassa integrazione con inevitabili pesanti danni economici per le famiglie». (p.c.)
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