Denso, confermato l’addio a Confindustria

15 Gennaio 2017

L’azienda giapponese lascia dopo Sevel, Honda e Pilkington. Cisl: nessuna ripercussione sul lavoro

SAN SALVO. Dal primo gennaio Denso Manufacturing ha lasciato Confindustria. Come anticipato in autunno il colosso dell'imprenditoria del Vastese ha deciso di seguire l'esempio di Sevel, Honda e Pilkington.

Sono confermate, quindi, le indiscrezioni trapelate due mesi fa ma i sindacati non commentano la scelta dell’azienda e ritengono che per Denso non cambierà nulla. Nè le travagliate vicende americane che si trova a dover gestire Marchionne in questi giorni negli Stati Uniti, influiranno sulla produzione. «Fiat ha il 25% degli ordinativi. Ormai il pacchetto clienti Denso è molto variegato. Non dovrebbero esserci ripercussioni», dice Primiano Biscotti, segretario provinciale della Cisl.

Per Denso il 2017 sarà l'anno delle conferme. L'industria giapponese che lo scorso anno è riuscita ad azzerare gli ammortizzatori sociali guarda al futuro. E lo fa da sola.

Confindustria ha perso un altro pezzo importante, visto che Denso era l'ultima grande industria ad essere iscritta. Pilkington non ha rinnovato l'iscrizione per risparmiare, Honda non si riconosceva nelle politiche dell'associazione degli imprenditori della provincia di Chieti e non le valutava più in linea con la propria visione delle necessità del territorio e delle strategie da intraprendere.

I motivi per i quali la Denso non ha voluto rinnovare l'iscrizione non si conoscono. Le decisioni dell'azienda sono sempre coperte dalla massima discrezione. A dicembre dal Giappone sono arrivati i dirigenti a verificare la situazione e pare che la scelta sia scaturita proprio dalle valutazioni fatte dalla dirigenza nipponica della holding giapponese.

I sindacati preferiscono parlare del lavoro e dell'impegno sia dei dirigenti che dei dipendenti. Grazie a loro e anche grazie agli investimenti per i prossimi 6 mesi il lavoro nella fabbrica di Piana Sant'Angelo sarà sereno. «Denso è l'industria che ha investito di più nel Vastese negli ultimi anni e le sue scelte si sono rivelate sempre vincenti», ricorda Biscotti. Nel 2016 sono stati azzerati gli ammortizzatori sociali e ci sono state anche assunzioni, ricorda.

Con o senza Confindustria il pacchetto di programmi e progetti per il futuro resta comunque piuttosto ricco. (p.c.)

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