Denso, cresce la cassa integrazione Il sindaco convoca ditta e sindacati

Fra tre giorni dalla fabbrica escono almeno 70 lavoratori mentre restano da gestire altri 130 esuberi Magnacca: «Non siamo tranquilli, presto un confronto sulla reale situazione senza mezze verità»
SAN SALVO. Fra tre giorni dalla fabbrica della Denso di Piana Sant'Angelo usciranno almeno 70 lavoratori. Non è escluso siano anche di più. Il dato è emerso nell'incontro avuto giovedì fra azienda e sindacati. Si tratta di dipendenti che hanno accettato volontariamente di andare in pensione. Restano altri 130 esuberi da gestire. Agli esuberi si aggiunge la crisi provocata dalla mancanza di semiconduttori, a causa della quale la Denso, pur avendo ordinativi, non può fare le consegne.
Cresce così la cassa integrazione. La Cig interesserà anche nel 2022 dai 100 ai 150 lavoratori a rotazione. «La mancanza dei semiconduttori», dice Primiano Biscotti, segretario Fim-Cisl, «è stata purtroppo sottovalutata da chi di dovere. E ora le conseguenze sono preoccupanti». A maggior ragione perché la Denso non ha ancora sciolto la riserva sul motore elettrico. L'azienda non ha deciso dove intende produrlo.
Il territorio è molto preoccupato. Ieri il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, interpretando la preoccupazione di centinaia di famiglie ha deciso di convocare i sindacati, le rsu e i vertici aziendali della Denso a un incontro che si terrà a stretto giro in Comune. «Non è più possibile», dice Magnacca, «concedere altro tempo a nessuno. Sia chiaro a tutti che è in gioco non solo il futuro dei lavoratori e delle famiglie dello stabilimento di San Salvo ma di un intero territorio che rischia di non avere futuro».
Tiziana Magnacca è più che preoccupata su come sta evolvendo la situazione negli stabilimenti di via Marisa Bellisario. «L’amministrazione comunale di San Salvo già dall’inizio della scorsa estate», ha ricordato in una nota il sindaco, «ha accompagnato la parte datoriale della Denso al ministero dello Sviluppo economico al fine di individuare delle soluzioni che potessero aiutare l’azienda senza far patire troppi disagi alle maestranze, senza contare le iniziative parlamentari con gli emendamenti per favorire il mantenimento occupazionali». A giugno proprio al ministero emersero le criticità della evidente crisi aziendale attraversata dalla Denso e fu prospettata l’eventuale possibilità di far ricorso ai finanziamenti di Invitalia.
L’amministrazione comunale, attraverso il sindaco, è stata anche parte attiva tra la Denso, la Regione con gli assessori al lavoro, Pietro Quaresimale, e alle attività produttive, Daniele D'Amario.
«Le notizie che arrivano dalla Denso sul numero degli esuberi», ha rimarcato il sindaco, «non ci fanno stare affatto tranquilli. Sono numeri importanti. Stiamo parlando di un quinto della forza lavoro diretta attualmente utilizzata. Da qui la mia richiesta di un confronto che veda riuniti attorno al tavolo l’azienda e i sindacati per riferire in maniera chiara e senza mezze verità sulla reale situazione. Dobbiamo lavorare assieme guardando anche alle prospettive con concrete e fattibili iniziative aziendali, senza creare ulteriori incertezze e preoccupazioni ai lavoratori. La responsabilità è di tutti affinché la Denso resti qui a San Salvo», ha concluso. (p.c.)
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