Denso e Pilkington, 500 esuberi I sindacati chiedono un accordo

Il blocco dei licenziamenti salva solo il settore tessile, a rischio i lavoratori dei due colossi industriali La Cgil: «Abbiamo altre 13 settimane di cassa integrazione». La Cisl: «Insistere sugli investimenti»
SAN SALVO. In ferie con l’incubo dei licenziamenti all’orizzonte. Accade alla Denso e alla Pilkington. Il blocco dei licenziamenti salva solo il settore tessile. Le notizie arrivate da Palazzo Chigi non hanno affatto tranquillizzato il Vastese. Se la Denso parla di 200 esuberi, la Pilkington ne conta 300. Perdere 500 posti di lavoro nei due colossi industriali potrebbe innescare a cascata una valanga di licenziamenti nell’indotto. Il tavolo istituzionale invocato dal sindaco di Vasto, Francesco Menna, e dal Pd, non è stato convocato. Preoccupante il silenzio dei sindacati. Mai prima d’ora era accaduto che i rappresentanti sindacali davanti ad una situazione così critica si chiudessero a riccio. Unica certezza: l’agognato blocco dei licenziamenti per l’Automotive e il settore metalmeccanico è saltato. Da parte di Emilio Di Cola, Franco Zerra, Arnaldo Schioppa e Maria Luisa Di Guilmi, rappresentanti provinciali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, per il momento nessun commento. «Il decreto va letto attentamente», è il telegrafico commento di Di Cola. «Al momento, fortunatamente, alla Denso ci sono ancora 13 settimane di cassa integrazione da fare», dice Primiano Biscotti (Cisl). «La speranza è trovare nel frattempo un accordo condiviso e insistere sugli investimenti». Se la multinazionale dovesse dirottare altrove la produzione dei motori ibridi ed elettrici, sarebbero a rischio le prospettive dello stabilimento abruzzese e del suo indotto. Una settimana fa il segretario nazionale della Cisl, Ferdinando Uliano, ha cercato di scuotere la politica. «Le istituzioni facciano quadrato con noi», ha detto Uliano, «per dare un futuro alla Denso di San Salvo. È fondamentale che il sindacato e le istituzioni, a partire da quelle locali e nazionali, facciano la loro parte nell’interesse dei lavoratori, delle loro famiglie e del tessuto economico e sociale del territorio».
La vicenda Denso è stata portata all’attenzione del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. La Cisl ha invocato azioni di sostegno per il settore Automotive utilizzando i fondi europei e chiesto interventi per le multinazionali della componentistica come la Denso. Il segretario provinciale Primiano Biscotti ha ricordato il monito di Ferdinando Uliano. «Non può succedere che a San Salvo il gruppo Denso non assegni prodotti relativi alle motorizzazioni elettriche che rappresenteranno il futuro nel settore. Il rischio», ha ribadito il segretario della Fim-Cisl, «è che agli esuberi dichiarati nel 2021 di circa 200 unità si aggiungano nei prossimi anni ulteriori riduzioni di dimensioni tali da compromettere le prospettive future dello stabilimento». Il futuro è a tinte fosche anche alla Pilkington. Le maestranze si aspettano un’azione politica compatta, senza distinzione di partiti. È in gioco il futuro economico del Vastese.
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