Denso e Robotec, i sindacati: cassa integrazione inevitabile

Il dirigente Biscotti (Fim Cisl): «In una fase di caro prezzi conseguenze negative per tutti i lavoratori Bisogna vigilare affinché i sacrifici vengano ridistribuiti in maniera equa. La politica deve intervenire»
SAN SALVO. Il nuovo anno è appena entrato ma non ha portato alcuna novità positiva per l'automotive, un settore dal quale dipendono grandi e piccole industrie del Vastese. A preoccupare di più è il futuro della Denso. «Sarà un anno molto difficile», conferma il dirigente della Fim Cisl Abruzzo Molise nonché presidente del Comitato regionale Inps, Primiano Biscotti. «Fra le diverse situazioni critiche spicca la Denso per le ripercussioni subite a causa del Covid, della crisi della componentistica, del mercato auto in calo e del processo di riconversione verso l’elettrico che Denso non ha ancora deciso dove allocare in Europa. Anche Robotec, dove è in atto un processo di allocazione di nuove lavorazioni, preoccupa. Sia alla Denso che alla Robotec sarà inevitabile», annuncia Biscotti, «l’uso di ammortizzatori sociali e in un momento di caro prezzi come quello attuale avrà conseguenze estremamente negative sulle famiglie dei lavoratori interessati. Per questo motivo bisognerà vigilare affinché i sacrifici vengano ridistribuiti in maniera equa», afferma il segretario della Fim Cisl. «Sono situazioni che rischiano di impoverire ulteriormente il nostro territorio che da troppi anni vede i dati occupazionali in discesa».
Primiano Biscotti lancia quindi l'ennesimo appello alla politica e alle istituzioni. «Sarebbe il caso», dice il sindacalista, «che la politica, e mi riferisco a tutti gli schieramenti, cominci a mettere da parte slogan e proclami per concretizzare le soluzioni ai problemi infrastrutturali che da anni denunciamo ma che non hanno mai trovato risposte. Inoltre è arrivato il momento di gestire la transizione ecologica con fatti e azioni concrete a sostegno delle aziende interessate. Ma anche le imprese devono metterci del loro perché hanno una grande responsabilità sociale. Il ruolo delle imprese non è solo creare profitto ma anche supportare il territorio e i loro dipendenti in periodi di crisi come quello che stiamo attraversando. Non vorremmo che il prezzo di questa crisi alla fine debbano pagarlo solo i lavoratori in termini sia occupazionali che di reddito, diminuito a causa degli ammortizzatori sociali. Sarà fondamentale gestire i fondi del Pnrr in maniera oculata e intelligente perché», ricorda Biscotti, «sono l’ultima spiaggia e non possiamo permetterci di sprecare questa occasione irripetibile. È arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti e parti sociali e politica, ognuno per le proprie competenze, devono assolutamente remare tutte verso la stessa direzione per superare questa sfiancante crisi che non è al capolinea». (p.c.)
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