Denso, ferie collettive di 15 giorni Ma alcuni reparti lavoreranno

La dirigenza dello stabilimento ha deciso lo stop per tutti alla produzione estiva dal 4 al 18 agosto Resta lo spauracchio della fine degli ammortizzatori sociali a ottobre vista la crisi del settore
SAN SALVO. È arrivato dopo una lunga attesa, il piano ferie della Denso. La dirigenza dello stabilimento di Piana Sant'Angelo ha deciso la chiusura collettiva dal 4 al 18 agosto con l'indicazione che potrebbe essere reperito personale in base alle esigenze. Quasi tutti i lavoratori si fermeranno quindi per due settimane. Alcuni reparti potrebbero dover fare lavorazioni a macchia di leopardo. La crisi dell'automotive tuttavia non dà tregua. I lavoratori vanno in ferie con lo spauracchio della fine degli ammortizzatori sociali ad ottobre. Nonostante le vacanze la dirigenza si è impegnata a trovare nuovi ordinativi. Fiom, Fim e Uilm chiedono all'unisono lavoro. Subito dopo le ferie ci saranno nuovi incontri con i sindacati per affrontare i problemi sul tappeto.
Dopo la sua nomina un anno fa, l’amministratore delegato Francesco Monaco, aveva annunciato l'arrivo di nuovi ordinativi da Giappone e altri Paesi esteri. La promessa è stata mantenuta. Per le aziende consociate giapponesi e brasiliane, nella fabbrica di San Salvo sono stati e saranno prodotti circa 30mila statori e rotori al mese per tutto il 2023; per il Brasile è prevista la lavorazione a Piana Sant’Angelo di 120mila alternatori. Per la Starter General Motors in Tennessee si produrranno, fino al 2025, 600mila pezzi l’anno. Verranno prodotti anche elettromagneti per il Giappone. I nuovi ordinativi traghetteranno la Denso per qualche tempo. I sindacati, tuttavia, ritengono che si tratti di palliativi che non garantiscono in modo definitivo il futuro della fabbrica abruzzese. «Servono nuovi progetti industriali», ha ripetuto il segretario provinciale della Fim, Marco Laviano. «Servono progetti capaci di blindare la capacità occupazionale», sostiene Nicola Manzi, segretario provinciale della Uim. «Fondamentale è avviare il percorso di "Area di crisi complessa per avere risposte certe non solo per Denso ma anche per le altre aziende del Vastese", insiste Alfredo Fegatelli, segretario provinciale della Fiom. Per il 2024 qualche mese fa sono stati confermati 56 milioni di investimenti che verranno rimodulati confidando nella ripresa dell’automotive e in una situazione più definita dell’elettrificazione dei veicoli. L'elettrificazione al momento resta per San Salvo un miraggio. La politica viene sollecitata a combattere per il bene della fabbrica di San Salvo . L'amministrazione comunale di San Salvo condivide la necessità che la zona industriale locale venga inserita nel quadro delle Aree di crisi complessa ed ha assicurato che si farà portavoce delle istanze delle maestranze Denso ai massimi livelli istituzionali per la difesa del territorio e dei livelli occupazionali.
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