Denso, i lavoratori protestano: siamo pronti alla battaglia legale

7 Luglio 2022

La Fiom Cgil punta il dito contro l’azienda: «Non rispetta gli accordi presi per tutelare i dipendenti» E sul rischio di esternalizzazioni il sindacato avverte: «Serve chiarezza, circolano voci preoccupanti»

SAN SALVO. La Fiom Cgil punta il dito contro la Denso. L'azienda, secondo il sindacato, avrebbe proposto a diversi lavoratori il demansionamento, mentre altri (già usciti dalla fabbrica) sarebbero stati contattati come consulenti. Ma la Fiom Cgil non ci sta e parla di accordi non rispettati. «Come Fiom», dice il sindacato, «ci stiamo convincendo che la credibilità del gruppo dirigente Denso stia venendo sempre meno. Vista la situazione, mettiamo a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori i legali del sindacato per far valere i loro diritti, sia per il mancato rispetto dell’accordo che per una valutazione del danno subito. È già avvenuto», ribadisce la Cgil, «in una recente vertenza portata avanti dalla Fiom che ha visto il tribunale di Chieti condannare l’azienda per la mancata rotazione in cassa integrazione ordinaria di un lavoratore, condannandola al risarcimento. I dipendenti che vorranno far valere i propri diritti e avviare un contenzioso legale potranno rivolgersi ai delegati Fiom in Denso». La Fiom è furiosa. «Ogni volta che si raggiunge un accordo», spiega la segreteria provinciale del sindacato, «l'azienda, dopo aver convenuto sulle soluzioni o dopo aver essa stessa proposto delle soluzioni accettate dal sindacato, puntualmente non le attua. Questa ormai è una prassi che va avanti da molto. Cambiano i dirigenti ma la situazione non cambia. Alla Denso di San Salvo, alcuni, sembrano molto più attenti alla costruzione di “cordate” per la gestione del consenso e di conseguenza del potere che a remare tutti insieme per salvare questo patrimonio di donne e uomini». Il sindacato, nello specifico, stigmatizza i criteri con cui viene organizzato il lavoro: «Poco importa se è necessario lo straordinario», tuona il sindacato, «e soprattutto poco importa se ci sono lavoratori in cassa integrazione. Questo è stato il comportamento in passato e questo continua ad essere il comportamento di molti. Così non si va da nessuna parte. Se poi è vero che qualche responsabile prima è stato mandato via con incentivi da favola, e poi viene richiamato come consulente, siamo arrivati alla frutta». La Fiom punta il dito anche contro la gestione interna del lavoro: «In officina regna la disorganizzazione tra la gestione della manutenzione e gli ipotetici 18 turni che, senza personale, sarà difficile applicare. Inoltre, è ora di fare chiarezza e smentire le voci di corridoio che parlano di esternalizzazioni della logistica. Noi della Fiom siamo contrari a qualunque forma di esternalizzazione. Mentre siamo in questa situazione decine di lavoratori continuano a stare in cassa integrazione a zero ore e l’azienda ad oggi non rispetta l’accordo di farli rientrare almeno per il 25% delle ore lavorabili del mese. Cosa ancora più grave, è che alcuni di questi lavoratori sono stati chiamati proponendogli un “demansionamento” per poi farli rimanere in cassa integrazione con la possibilità di rientrare solo cinque giorni al mese. Ma che fine ha fatto il programma di formazione previsto negli accordi del contratto di espansione firmati al ministero del Lavoro?», si chiede la Fiom Cgil che poi conclude «sarebbe interessante sapere se quella formazione, utile per recuperare i lavoratori, è rimasta lettera morta contravvenendo a quanto previsto dai contratti di espansione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA