Denso, partono le lavorazioni per le sedi in Brasile e Giappone

27 Aprile 2022

Inizia il piano dell’amministratore delegato Monaco per raggiungere il pareggio di bilancio A breve anche pezzi per le industrie degli Stati Uniti. Torna la speranza dopo due anni di crisi

SAN SALVO. Alla Denso di San Salvo inizia un’altra fase. Lo stabilimento italiano del colosso giapponese cerca di recuperare il gap provocato dalla crisi dell’automotive con nuove lavorazioni. I lavoratori in questo periodo sono impegnati a produrre alternatori per il Brasile ed elettromagneti per il Giappone. A Piana Sant’Angelo parte il percorso già annunciato dal nuovo amministratore delegato, Francesco Monaco. Originario di San Giovanni Lipioni e con una lunga esperienza dirigenziale in Brasile, Monaco ha ingranato subito una nuova marcia nella fabbrica abruzzese. Gli obiettivi sono tre: pareggio di bilancio, riorganizzazione dell’officina e nuovi ordinativi. E la rivoluzione è all’inizio: per le aziende consociate giapponesi e brasiliane, nella fabbrica di San Salvo saranno prodotti circa 30mila statori e rotori al mese per tutto il 2023; per il Brasile verranno lavorati a Piana Sant’Angelo 120mila alternatori a partire dal secondo semestre 2022 e per i successivi 6 mesi (nel 2023 i pezzi diventeranno 200mila). Altri ordini anche per gli Usa: per la Starter General Motors, in Tennessee, si produrranno, a partire dal 2023 e fino al 2025, 600mila pezzi l’anno; verranno prodotti anche elettromagneti per il Giappone per tutto il 2022 e probabilmente anche per tutto il 2023 (circa 20mila pezzi al mese). L’accordo raggiunto è parte integrante del piano industriale condiviso il 23 settembre 2021 sul rilancio della Denso. L’accordo porterà anche investimenti.
La casa madre è impegnata direttamente con la nuova direzione a portare lavoro a San Salvo. Il nuovo amministratore delegato grazie all’export con le consorelle punta a un rinnovato slancio. I sindacati ritengono che i nuovi ordinativi possano essere per la Denso un valido salvagente per i prossimi 48 mesi. A partire dal 2024 il colosso avvierà 56 milioni di investimenti che verranno rimodulati confidando nella ripresa dell’automotive e in una situazione più definita dell’elettrificazione dei veicoli. I sindacati stanno seguendo il percorso Denso con grande attenzione. In merito agli esuberi prosegue l’esodo volontario. Sono 178 i lavoratori che hanno lasciato la fabbrica da inizio anno; entro il mese di maggio dovranno andare via altri 22 dipendenti. Il programma di rilancio condiviso con i sindacati piace alla politica. Soddisfatti i vertici della Regione e e il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca. E tra i lavoratori si respira un clima diverso: torna la speranza nel futuro dopo due anni drammatici per tutte le industrie del Vastese. La pandemia, la crisi dell’automotive, il caro energia e la guerra in Ucraina hanno messo a dura prova i colossi industriali e a catena anche l’indotto. La speranza è che la fase peggiore sia superata.