Denso, partono le trattative a oltranza

Al via i confronti tra azienda e sindacati su contratti di solidarietà, piano industriale, nuovi prodotti e motori elettrici
SAN SALVO. Denso: partono le trattative ad oltranza. In ballo il futuro dello stabilimento di Piana Sant'Angelo. Mercoledì pomeriggio i sindacati hanno ripreso la discussione con l'azienda sui contratti di solidarietà firmati il 13 di agosto al ministero del Lavoro. «Abbiamo chiesto», spiegano le rsu, «per i lavoratori che ne usufruiranno, un incentivo che compensi almeno in parte la perdita retributiva che è notevole tra l'importo erogato dall'Inps e la retribuzione che il lavoratore percepirebbe se lavorasse. Abbiamo inoltre sottolineato», rimarca Angelo Angelucci, rsu Cisl, «che l'accordo deve prevedere tutto e non possiamo "sfogliare la margherita" trattando un pezzo alla volta. La discussione è entrata nel vivo. A partire dal 6 settembre sono stati calendarizzati incontri a oltranza che proseguiranno per tutta la settimana per cercare di raggiungere un’ipotesi di accordo su piano industriale, sul futuro dello stabilimento con nuovi prodotti e sopratutto impegni sul motore elettrico. Fra gli argomenti che saranno analizzati e dibattuti, la gestione degli esuberi con relativi incentivi e ammortizzatori sociali».
Qualche mese fa il futuro della Denso e la produzione del motore elettrico erano stati al centro di un intervento del Pd provinciale che non aveva nascosto i propri timori. Ora l'argomento viene ripreso dal sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, consapevole che le notizie sul possibile spostamento in Ungheria o negli altri stabilimenti europei del gruppo della produzione di motori elettrici, non fa dormire sonni tranquilli ai dipendenti del sito abruzzese. «È importante», afferma la Magnacca, «che lo stabilimento di San Salvo trovi la sua nuova collocazione all'interno del percorso di elettrificazione dei motori per auto. Su questo dobbiamo essere tutti uniti. Azienda, istituzioni e sindacati dobbiamo fare quadrato e mirare ad un unico obiettivo», esorta il sindaco. «Occorre fare tutto quello che è necessario per salvaguardare le famiglie dei lavoratori, l’azienda e tutta la ricchezza anche immateriale prodotta da quella fabbrica in questo territorio. I numeri della crisi devono essere una sveglia per quanti sono disposti a mettersi in discussione per il futuro del settore automotive abruzzese e del nostro territorio».
A settembre dovrebbe esserci anche un incontro al ministero dello Sviluppo economico, chiamato in causa dai sindacati. Il colosso industriale sta vivendo un momento di crisi simile al periodo difficile vissuto 13 anni fa. Allora ci fu la ripartenza con nuovi prodotti. I sindacati chiedono che anche questa volta sia così. «La politica deve fare la sua parte e farsi valere», ha più volte ribadito Primiano Biscotti, segretario provinciale Fim-Cisl.
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