Denso, pochi segnali di ripresa I sindacati: il caso al ministero

9 Febbraio 2023

I rappresentanti dei lavoratori: incontro con l’azienda positivo, ma bisogna aumentare le commesse La produzione del motore elettrico non decolla e lo stabilimento rimanda gli investimenti nel settore

SAN SALVO. Il peggio sembra essere passato ma la situazione resta comunque critica. È quanto emerso dall’incontro avuto dai segretari di Fim, Fiom, Uilm e Fismic, rispettivamente Primiano Biscotti, Nicola Manzi, Alfredo Fegatelli e Nicola Amicucci, ed rsu con il responsabile delle risorse umane della Denso Alfonso Orfanelli. I dati sulla situazione finanziaria sono sicuramente meno negativi dello scorso anno. Gli ordinativi arrivati da Brasile e Tennessee (Stati Uniti) aiutano ma non sono sufficienti a risolvere la saturazione della forza lavoro. Troppi i dipendenti ancora in cassa integrazione. I sindacati annunciano la richiesta di un tavolo al ministero del Lavoro per valutare come si procederà dopo il 30 aprile, alla scadenza degli ammortizzatori sociali. In un altro tavolo al ministero delle Attività produttive si discuterà del futuro dell’automotive. La produzione del motore elettrico, infatti, resta una chimera, ma non solo per lo stabilimento di San Salvo. Gli investimenti sull’elettrico sono in stand by in tutta Europa. Il mercato automobilistico dell’Europa occidentale ha chiuso in rosso il 2022. Le immatricolazioni sono state di 11.286.939 auto, in calo del 4,1% rispetto al 2021, con una perdita del 28,6% rispetto al 2019, anno che ha preceduto la pandemia. Solo a fine 2022 si è registrato un segno positivo di un’inversione di tendenza. Stellantis, come Volkswagen, ha registrato un andamento peggiore del mercato. Hanno chiuso, invece, in positivo le asiatiche Hyundai e Toyota, grazie ai modelli ricaricabili. La scelta degli investimenti sul motore elettrico non verrà presa da Denso a breve. I sindacati mantengono quindi un atteggiamento prudente. «Riteniamo positivo», ha spiegato il segretario della Fim Cisl Primiano Biscotti, «il fatto che la situazione finanziaria sia migliorata grazie agli ordinativi della General Motors. Servono tuttavia altri volumi aggiuntivi per diminuire la cassa integrazione che ad oggi coinvolge oltre 150 lavoratori». Sono infatti ancora 150 i dipendenti della Denso Manufacturing di Piana Sant’Angelo in cassa integrazione, nonostante dalla fabbrica nel 2022 siano già usciti 175 lavoratori. A giudizio dei rappresentanti di Fim, Fiom, Uilm e Fismic, sono troppi. «I lavoratori stanno facendo grandi sacrifici», ripete Biscotti, «le lavorazioni arrivate per gli Stati Uniti e il Brasile non sono sufficienti. Nelle prossime settimane dovremo vederci con l’azienda al ministero del Lavoro per valutare gli ammortizzatori sociali da utilizzare dopo il 30 aprile quando scadrà l’attuale cassa integrazione. Altro tavolo importante», aggiunge Biscotti, «sarà quello nazionale che verrà fatto al ministero delle Attività produttive per il settore automotive, e riguardante le aziende coinvolte nella riconversione elettrica». La Denso si è risollevata dalla crisi che l’aveva colpita un anno fa, ma per avere un futuro sicuro occorre portare lavoro a Piana Sant’Angelo. A preoccupare i sindacati sono anche gli esuberi. A novembre, in base agli accordi presi, altri trenta dipendenti dovrebbero uscire dalla fabbrica con contratti di espansione. La situazione va comunque controllata e monitorata costantemente.(p.c.)
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