Denso, torna la cassa integrazione e diminuiscono i turni nei reparti

L’azienda legata all’automotive sconta anche i problemi causati dal recente blocco del Canale di Suez Linee ferme dal venerdì alla domenica fino a giugno. Le rsu: ora la strada per la rinascita dell’azienda
SAN SALVO. Non è certo un bel periodo quello attraversato dalle industrie legate al settore automotive. Non fa eccezione la Denso. Ai tanti problemi provocati dal Covid, si sono aggiunti volumi in calo. Alla Denso, che solo pochi mesi fa aveva messo al bando gli ammortizzatori sociali, torna la cassa integrazione.
È quanto è stato annunciato giovedì nel corso dell'incontro avuto in azienda dalle rappresentanze sindacali unitarie. A provocare la riduzione dei volumi produttivi è il calo di vendite delle auto, unito al blocco totale che si è verificato nel Canale di Suez. Quel blocco navale ha costretto alla fermata produttiva le aziende di Melfi e Pomigliano.
Le fermate hanno prodotto un effetto domino. A San Salvo l'impatto maggiore si avvertirà sulle linee Sciga e Tergi. Anche le altre linee si fermeranno a maggio il venerdì. Sarà così anche a giugno. Diminuiscono anche i turni nel reparto “statore Lts”. Questo a causa del crollo della richiesta di prodotti (meno 20mila pezzi a maggio) oltre che a quote perse con alcuni clienti.
Un quadro, quello delineato ai sindacati dall'azienda, che preoccupa moltissimo le rsu di fabbrica. Il momento attuale è delicatissimo per tutto il settore automotive per l'andamento della situazione nel gruppo Stellantis (Fca-Psa). Va crescendo la diffusione di auto ibride ed elettriche e attualmente mancano certezze sulla produzione di componentistica per l'ibrido e l'elettrico nella fabbrica di San Salvo. Particolare questo che rischia di compromettere il futuro del sito produttivo italiano.
Le rsu si compattano chiedono uno sforzo a tutti i lavoratori. Massimo impegno per riportare la fabbrica di San Salvo ad essere efficiente e competitiva. «Dobbiamo imparare dagli errori commessi nel passato», annotano le rsu, «dieci anni di risultati economici negativi attribuibili in gran parte a una pessima gestione manageriale pesano come un macigno. Come dice il nostro presidente Ito San, dobbiamo tutti essere in grado di avere passione e impegnarci con il sorriso sulle labbra. Deve cambiare il clima in azienda, le scelte vanno condivise e la comunicazione va migliorata. La dignità del lavoro deve restare un diritto fondamentale».
A breve ci saranno nuovi incontri nei quali si tornerà a parlare del futuro piano industriale. «La rsu auspica», conclude la nota, «che i prossimi incontri nel corso dei quali di discuterà in maniera più approfondita del piano industriale 2021-2023 presentato lunedì scorso, siano occasione per costruire un percorso di rinascita della Denso Manufacturing».
Intanto la politica locale torna a sollecitare la Regione ad una maggiore attenzione al settore automotive. (p.c.)
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