Denunce per i lavori nel B&b del sindaco

29 Giugno 2018

Taranta. Un residente: opere abusive non demolite. Di Martino: intimidazione per la centrale idroelettrica

TARANTA PELIGNA. Denunce e querele tra Giosuè Merlino e il sindaco Marcello Di Martino. Merlino ha denunciato alla Procura di Chieti, lo scorso 28 marzo, il sindaco perché, a suo dire, un fabbricato in via Piana n.12, di comproprietà del primo cittadino e adibito a struttura ricettiva (bed & breakfast), è stato sottoposto a lavori di ristrutturazione con presunte violazioni delle disposizioni urbanistico-edilizie ed igienico-sanitarie. Il sindaco, invece, ha querelato Merlino per diffamazione a mezzo stampa. Intanto, nella prima udienza al Tar di Pescara, Merlino, vicino di casa del sindaco, ha rinunciato alla richiesta di sospensiva dell’atto impugnato.
Dopo l’istruttoria, si legge nella denuncia, la responsabile unica del procedimento dell’Unione dei Comuni Montani “Maiella Orientale-Verde Aventino”, ha dovuto prendere atto che le violazioni denunciate in effetti, sussistono. «Però», sottolinea il Merlino, «anziché ordinare la demolizione delle opere abusive, come sarebbe avvenuto in qualsiasi altro caso di abuso edilizio, previo annullamento dei titoli amministrativi illegittimamente rilasciati, ha ritenuto che «non sussistono ragioni di pubblico interesse che ne rendano necessaria la caducazione o il ritiro, dato che i provvedimenti rilasciati risalgono agli anni 2007/2009, per cui è da ritenere trascorso quel ragionevole termine di tempo che comporta il consolidamento, l’affidamento e le aspettative legittimamente tutelate degli interessati».
Per il sindaco Di Martino, invece, non c'è «nessun abuso e quella denuncia è solo un'intimidazione». Questa la versione del sindaco. «Undici anni fa, quando ero consigliere comunale di opposizione, ho ristrutturato assieme a un socio legale rappresentante, la casa dove è nata mia madre nel centro storico di Taranta. Ho rimosso il vecchio tetto per sostituirlo con uno in legno, per adeguare l’edificio alla sismicità della zona. Essendo allora consigliere di opposizione, i controlli sulla mia pratica edilizia furono piuttosto severi, per usare un eufemismo».
Dopo qualche tempo, ricorda oggi Di Martino, alla sua porta bussano «un paio di personaggi che mi presentano un progetto folle: costruire all’interno del Parco lluviale delle Acquevive una centrale idroelettrica. Quello è un luogo del cuore per molti abruzzesi che di recente è stato valorizzato con un investimento di 2,5 milioni. Chiaramente dico di no con delibera di consiglio comunale e lì inizia una guerra senza quartiere verso la mia persona. Una di quelle persone», sostiene il primo cittadino, «era proprio Merlino». (m.d.n.)
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