Denuncia choc in ospedale «L’amianto tolto di notte»

27 Marzo 2015

Il Nursing Up: chiarezza sulle opere in corso nei reparti dopo il blitz della Forestale Castaldi (M5S) porta il caso in Senato: lavori senza precauzioni né protezioni

LANCIANO. «Si lavora di notte nell’ospedale Renzetti, scollando, rompendo e raschiando il pavimento che, secondo un’inchiesta aperta dalla Forestale, potrebbe contenere amianto senza alcun accorgimento nei confronti del personale, dei pazienti e di chi sta facendo i lavori senza alcuna protezione. Per bonificare l’amianto ci sono regole scritte e rigide, che la stessa Asl dovrebbe garantire. L’inchiesta è aperta e noi vogliamo chiarezza per la tutela dei cittadini e del personale che lavora nel presidio». Il coordinamento regionale del Nursing Up, il sindacato degli infermieri, vuole fare chiarezza sul caso dell’eventuale presenza dell’amianto in alcuni reparti dell’ospedale Renzetti e arriva a sollevare il problema in Parlamento. Ed è il senatore pentastellato, Gianluca Castaldi, di Vasto, a segnalare in Senato la situazione che si è creata nel presidio dove, in attesa dei risultati delle verifiche e dei campionamenti fatti dalla Forestale il 4 febbraio scorso nei reparti di Ginecologia-Ostetricia, Pediatria, Sala di attesa rianimazione e uffici della direzione sanitaria, sulla presenza di amianto, «la Asl procede con lavori di sistemazione dei pavimenti dei reparti senza chiudere gli stessi, senza che chi effettua i lavori sia adeguatamente protetto e senza avvisare il personale del presidio dei lavori. Per bonificare l’amianto ci sono leggi che la stessa Asl, che è garante e controllore di questi interventi per la Regione, deve rispettare. Gli operai, invece, mi risulta che stiano agendo senza dispositivi di protezione», dice Castaldi. «Le mattonelle in vinile amianto nell’ospedale dal 2003 ad oggi hanno subito rotture, abrasioni, si sono deteriorate, il che è letale per la fuoriuscita dell’amianto: mi chiedo se siano state controllate dal responsabile dell’amianto, se è stato mai nominato».

Una data non scelta a caso quella del 2003. «In quell’anno, su richiesta della stessa Asl», ricorda il Nursing Up, «fu effettuata una verifica dell’Arta di Teramo sul presidio. Fu riscontrata la presenza di vinil amianto, specie crisolito, nei reparti del Pronto soccorso, Radiologia, Sert, nel corridoio tra Chirurgia e Sale operatorie. I campionamenti non vennero estesi a tutti i reparti: perché? La Asl, a oggi, ha bonificato solo alcuni spazi: il corridoio, il Sert, ma non il Pronto soccorso dove era certa la presenza di amianto. Quindi se i prelievi fatti dalla Forestale confermassero la presenza di amianto, sarebbe palese il comportamento omissivo dei vari dirigenti Asl che si sono succeduti in questi anni».

Il sindacato chiede che, se dovessero continuare i lavori per sistemare le mattonelle in vinil amianto deteriorate, vengano usati dispositivi di protezione individuali; che le aree interessate dai lavori vengano confinate; che venga comunicato al personale i lavori da eseguire.

Teresa Di Rocco

©RIPRODUZIONE RISERVATA