Denunciato anche per l’asilo devastato

2 Dicembre 2014

Vandalismi allo Scalo, nuove accuse per il giovane accusato per le scritte sulla chiesa di don Gino

CHIETI. Non solo le scritte contro la politica e le forze dell’ordine ma anche i danni e i furti nell’asilo nido “Il riccio e la volpe”di via Amiterno a Chieti Scalo.

La posizione di Mattia Galliani, lo scalino prossimo ai 22 anni, si sta aggravando. Le indagini della Digos si sono concluse in tempo record. In meno di una settimane, il giovane è stato denunciato alla procura della Repubblica che ha automaticamente scritto il suo nome sul registro indagati per i fatti accaduti nella notte tra il 26 e il 27 novembre scorsi.

Le ipotesi di reato sono tre: furto aggravato in edificio pubblico, danneggiamento aggravato e vilipendio al governo e alle forze armate. Le indagini sono state condotte dalla Digos, coordinata dal vice questore aggiunto Patrizia Traversa, e determinanti sono risultate sia le segnalazioni dei cittadini, che hanno indicato al Comune il nome del presunto autore degli atti vandalici, sia e soprattutto una perquisizione in casa dell’indagato disposta dal sostituto procuratore Marika Ponziani. Non sappiamo quali riscontri per le indagini siano stati scoperti dalla Digos nella casa di Chieti Scalo. Ma dal Nido di via Amiterno sono stati rubati una macchinetta fotografica digitale e altri oggetti riportati sulla denuncia formalizzata alla polizia dal sindaco Umberto Di Primio. L’asilo è stato danneggiato e imbrattato con scritte. Ma l’intervento del Comune si è rivelato immediato tant’è che il primo cittadino ha già potuto eseguire un sopralluogo nella struttura di via Amiterno ed ha commentato su Facebook: «Mi sono recato all'asilo nido per accertarmi, dopo lo scempio commesso da qualche vile delinquente, che tutto fosse tornato alla "normalità"». Dall’assessore ai lavori pubblici, Mario Colantonio, arriva inoltre un ringraziamento alla polizia e al questore di Chieti, Felice La Gala: «Per aver portato a termine in pochissimo tempo le indagini».

Sul giovane scalino, che sulle scritte si firma Gomez, pesa anche la denuncia di don Gino, il parroco della chiesa del Santissimo Crocifisso, davanti alla stazione, per le scritte oltraggiose, con la vernice rossa, contro in politici e le forze dell’ordine.