Deposito gpl, la Seastock: ora investiamo a Trieste

16 Gennaio 2021

Annuncio della società su Facebook lo stesso giorno del no del Mise al progetto  «Aggiudicato il terminal petrolifero, siamo pronti a creare nuovi posti di lavoro»

ORTONA . Nei giorni in cui ad Ortona si torna a discutere del deposito gpl dopo lo stop arrivato dal ministero dello Sviluppo economico, la Seastock - società che proponeva il progetto da realizzare in area portuale - torna attiva sui social a distanza di diversi anni. Potrebbe essere solo una coincidenza, ma proprio nella giornata in cui in conferenza dei servizi si decideva in merito alle sorti dell’impianto, sulla pagina Facebook della società veniva postato un annuncio. Alle 9.45 del 13 gennaio la Seastock pubblicava questo post: «Siamo lieti di comunicare che Seastock Srl si è aggiudicata il terminal petrolifero della Depositi Costieri Trieste SpA, un impianto per la movimentazione e lo stoccaggio di prodotti petroliferi, energetici ed oli minerali nel porto di Trieste, con una capacità di stoccaggio di 130.000 mc». Nello stesso post Luca Tosto, manager del Gruppo Tosto a cui la società è riconducibile, ha dichiarato: «L’acquisizione del deposito di Trieste costituisce un nuovo asset strategico nel percorso di investimento e sviluppo del nostro gruppo per il triennio 2021/2024. Siamo pronti ad investire risorse e a creare nuovi posti di lavoro per riportare l’impianto - importante hub per il rifornimento di carburante in tutto il nord Italia - a livelli di piena operatività».
Un investimento su Trieste di cui Il Centro aveva già dato notizia ma che la Seastock mercoledì ha reso noto sul proprio profilo, dove le ultime pubblicazioni risalivano a ottobre 2016. La si potrebbe leggere come una definitiva rinuncia al progetto sul porto di Ortona, nonostante nelle ultime ore il consigliere comunale di minoranza Peppino Polidori ha messo in guardia la città affermando che «la Seastock tornerà presto alla carica perché la società ha già presentato una variante al progetto». Il membro dell’opposizione ha attaccato il sindaco Leo Castiglione per non aver informato circa questa stessa variante, ma il primo cittadino ha chiarito che è nel diritto della società presentare - se lo vorrà - una nuova istanza, che poi dovrà comunque essere sottoposta a nuova procedura e dovrà superare quelle criticità finora emerse. Castiglione ribadisce la sua contrarietà all’impianto e per quel che riguarda la variante al progetto sottolinea che è stata presentata all’Autorità di sistema portuale ed al ministero, ma non al Comune. Nel procedimento non è stata, tuttavia, oggetto di valutazione poiché i pareri espressi sono riferiti adaltro progetto.
Intanto festeggiano anche gli attivisti del Movimento 5 Stelle di Ortona, che dal 2014 hanno intrapreso la battaglia contro questo insediamento, perché ritenuta un’opera impattante. «Il Movimento 5 Stelle è sempre stato per il no al deposito gpl e per un sì allo sviluppo, che sia sostenibile ed equo per tutti».