Depuratori della Sasi, scattano le verifiche

15 Aprile 2016

A un anno dalla chiusura dell’inchiesta il procuratore Menditto ha disposto nuovi controlli sulle acque

LANCIANO. Una nuova perizia per verificare se la Sasi, società che gestisce il servizio idrico integrato in 92 comuni chietini, ha ottemperato alle richieste di adeguamento dei 12 depuratori sequestrati il 28 aprile 2015 e la concessione di una proroga della gestione degli impianti fino al 30 maggio 2016.

Ad un anno dalla chiusura dell'inchiesta e alla vigilia dell'apertura della stagione balneare, il procuratore capo Francesco Menditto punta di nuovo i riflettori sui 12 depuratori sequestrati quasi un anno fa. Ha affidato infatti al tecnico napoletano Moscariello, che ha effettuato anche le prime indagini sugli impianti, di controllare se i lavori fatti dalla Sasi nel corso dell'anno sono corretti. Era il 28 aprile 2015 quando la procura sequestrò 12 depuratori tra Lanciano, Treglio, Rocca San Giovanni, Atessa, Santa Maria Imbaro, Bomba, Quadri perché giudicati sottodimensionati, mal funzionanti, alcuni inattivi che scaricavano nei fiumi Feltrino, Sangro, Osento e in mare reflui con sostanze inquinanti. Una sequestro arrivato a conclusione di due anni di indagini da parte del procuratore Menditto a cui hanno collaborato i carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Pescara, la Capitaneria di Porto di Ortona e il Corpo Forestale provinciale di Chieti. Indagini che poi hanno portato anche al processo per reati ambientali inquinamento, danneggiamento acque del presidente della Sasi Domenico Scutti e di quello della Ecoesse Alfiero Marcotullio che ha gestito gli impianti di Quadri, Atessa e Bomba dal 2010 al 2013. La nuova udienza ci sarà il prossimo 26 aprile.

Finora la Sasi è andata avanti con relazioni quasi mensili in Procura dove ha consegnato un crono- programma di lavori sui depuratori che sta svolgendo e svolgerà nei prossimi mesi grazie a un investimento di circa 20 milioni di euro. Menditto ha quindi concesso diverse proroghe ma ora ha deciso di chiudere il cerchio e ha incaricato il tecnico di tornare sul campo e valutare quanto fatto dalla Sasi.

Un verifica puntuale. In questi 12 mesi la Sasi ha detto di aver effettuato interventi. Ad esempio a Quadri ha speso 39mila euro e il depuratore è in funzione, a Lanciano. con i tre depuratori sequestrati ( Santa Liberata, Cerratina e Villa Martelli) ha effettuato interventi migliorativi per la pulizia dei fanghi a Santa Liberata. Ma il lavoro maggiore è senza dubbio la costruzione del nuovo depuratore di Santa Croce che sarà pronto a breve dove confluiranno i liquami ospedalieri e smaltirà le acque reflue che non riescono ad essere depurate a Santa Liberata migliorando, si spera, anche le condizioni del Feltrino.

Interventi in corso anche sui depuratori sequestrati ad Atessa -Valloncello, Osento e Ianico- per 1.300.000 euro e in altri comuni. Saranno stati lavori fatti bene? Lo dirà la Procura dopo i sopralluoghi ma soprattutto l'Arta analizzando la qualità delle acque di balneazione. (t.d.r.)

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