«Depuratori, giunta inefficace»
L’opposizione consiliare sul caso degli impianti sequestrati
ROCCA SAN GIOVANNI. «Se la Sasi deve a Rocca San Giovanni 300mila euro, il sindaco Gianni Di Rito ce ne deve 150mila». È la provocazione lanciata dalla minoranza consiliare di Rocca San Giovanni, attraverso i consiglieri di Insieme per Rocca, Fabiana Mucci, Silvino D’Ercole e Emilio Pio Caravaggio, i quali intervengono sulla questione del sequestro dei depuratori a Vallevò e Cavalluccio, disposto dalla Procura di Lanciano nei mesi scorsi.
«Abbiamo presentato un’interrogazione consiliare per sapere se il sindaco era a conoscenza della grave inefficienza dei depuratori», scrivono i consiglieri di opposizione, «e che cosa avesse fatto nei suoi lunghi mandati amministrativi per sollecitare la Sasi per lo spostamento e la costruzione di nuovi depuratori, più moderni e con tecniche più funzionali. Naturalmente la risposta in consiglio è stata sconcertante: dall’amministrazione comunale solo una lettera di sollecito di spostamento, datata 10 dicembre 2010, e poi cinque anni di silenzio-assenso sulle politiche della società che gestisce il servizio idrico».
«Mentre oggi il sindaco Di Rito denuncia e chiede rimborsi alla Sasi per il danno cagionato all’immagine di Rocca San Giovanni», prosegue l’opposizione, «in questi lunghi quindici anni ha invece approvato tutti i bilanci della società e non risulta a verbale alcuna dichiarazione per interventi di spostamento e costruzione di depuratori nel nostro comune». (d.d.l.)
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