Depuratori malfunzionanti Sedici indagati e 6 sequestri

La Forestale trova carenze negli scarichi di Comuni e cantine dell’Ortonese 14 impianti senza autorizzazioni o scadute. Criticità a Giuliano Teatino e Caldari
ORTONA. Gravi carenze amministrative e strutturali. Sono preoccupanti i dati forniti dal Corpo Forestale dello Stato di Chieti che nell'ultimo anno ha eseguito controlli a tappeto (ben 324) sugli scarichi di depuratori comunali e di attività produttive nella provincia teatina.
Sedici indagati, 6 sequestri e 41 sanzioni amministrative: ecco i numeri che disegnano un quadro impietoso sulle condizioni di scarichi e depuratori del territorio provinciale. Le analisi delle acque di scarico fatte dall'Arta di Chieti hanno spesso evidenziato il superamento dei limiti tabellari previsti dal Codice sull’ambiente, per i parametri biologici e chimico-fisici.
Particolarmente difficile è risultata essere la situazione nell'Ortonese, dove il locale Corpo forestale è stato tra i più attivi sul tema. Nei nove Comuni di competenza (Ortona, Tollo, Orsogna, Crecchio, Arielli, Canosa Sannita, Poggiofiorito, Ari e Giuliano Teatino) ha controllato 66 scarichi arrivando a contestare 33 illeciti amministrativi per un importo complessivo di 141mila euro. Questi stessi illeciti riguardano scarichi non autorizzati o fuori tabella, e mancato rispetto delle prescrizioni previste nei titoli autorizzativi.
Ed ancora: per scarichi su suolo, scarichi di acque industriali non autorizzati, danneggiamento aggravato di acque pubbliche, getto pericoloso di cose, danneggiamento beni paesaggistici, sono state inoltrate all'Autorità giudiziaria cinque comunicazioni di reato a carico dell'ente gestore degli impianti e di alcune cantine. Proprio sulle cantine si è concentrata l'attenzione del comando stazione di Ortona nell'ambito dei controlli degli scarichi aziendali: per quattro di esse, una di Giuliano Teatino e tre di Ortona, sono scattati i sequestri del sistema fognario per scarico di acque reflue industriali prive di autorizzazione su corpi idrici e sul suolo, e sono stati denunciati i i rispettivi rappresentanti legali. Non vanno meglio le cose se ci si sofferma sui depuratori comunali. Dei 25 sui quali i forestali di Ortona hanno puntato i fari, 14 erano privi di autorizzazione allo scarico o con autorizzazione revocata e quasi tutti malfunzionanti.
In particolare in un depuratore di Valle Botte di Giuliano Teatino, sono state rinvenute sostanze pericolose quali rame e zinco nei reflui, al di sopra dei limiti di legge. E come se non bastasse si è registrata un'importante presenza sul territorio di scarichi abusivi. Tra questi uno di acque reflue urbane sul suolo a Caldari, contrada di Ortona, privo di qualsiasi sistema di depurazione, con parametri di escherichia coli esorbitanti, pari a 65.000.000 UFC/100 ml.
La Forestale ha segnalato quanto accertato a tutti gli enti pubblici interessati, i sindaci dei Comuni controllati, gli uffici regionali preposti e la Asl affinché, ciascuno secondo le proprie competenze e responsabilità adotti ogni iniziativa volta alla realizzazione e al buon funzionamento degli impianti di trattamento e depurazione delle acque, pubblici e privati, non soltanto a beneficio della salute delle acque dei fiumi e del mare, ma anche come importante segno di civiltà. Ma tra tutti questi dati allarmanti non c'è proprio nulla da salvare? Una buona notizia fortunatamente arriva da Arielli per quel che riguarda il depuratore comunale sotto sequestro dal 2015.
Sono state infatti realizzate dalla Sasi spa infrastrutture depurative suppletive che hanno permesso, nei controlli successivi, di rilevare la non pericolosità dei reflui industriali scaricati nel torrente antistante. L’attività di monitoraggio sugli scarichi dei depuratori rimane una priorità per il Corpo Forestale dello Stato che sicuramente proseguirà nell'anno che verrà. Con la speranza che sia migliore anche per ciò che concerne questi aspetti.
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