Depuratori, pagano i Comuni
Analisi sugli impianti sequestrati, sindaci in rivolta per la spesa non prevista
LANCIANO. Una spesa di circa 3.4000 euro per affidare a una società specializzata, la Green & Co Service srl, il servizio di misurazione, controllo e valutazione dei tre impianti di depurazione comunali sequestrati ormai quasi da due anni. La stessa società farà lo stesso lavoro anche per gli altri depuratori dei Comuni di Treglio, Rocca San Giovanni, Atessa, Santa Maria Imbaro, Bomba, già posti sotto sequestro il 28 aprile 2015 e di nuovo “sigillati” il 21 ottobre 2016. A ottobre però sono stati nominati custodi giudiziari degli impianti i sindaci dei rispettivi comuni, che devono adempiere a tutto ciò che non sarebbe stato fatto dalla Sasi, che gestisce il servizio idrico e anche la depurazione. Una nomina che non era piaciuta ai sindaci che, in alcuni casi, nemmeno avevano più le chiavi dei depuratori. «Ci adeguiamo a quanto chiesto dalla magistratura» dice Gianni Di Rito, sindaco di Rocca San Giovanni, «che però non comprende le nostre difficoltà. Non eravamo preparati a fare le analisi chieste che paghiamo doppiamente: le paghiamo alla Sasi e ora a questa società esterna». «Non siamo attrezzati e siamo costretti a sostenere spese non previste in un momento di difficoltà economica notevole», aggiunge Mario Pupillo, sindaco di Lanciano, «in accordo con gli altri sindaci abbiamo individuato una società che possa districare questo ginepraio di esami». «Speriamo che la Sasi finisca i lavori richiesti dalla magistratura», chiude Nicola Cicchitti, sindaco di Atessa. «Per quanto riguarda i tre depuratori di Atessa so che si è alle gare per i lavori. Purtroppo dobbiamo adempiere noi sindaci a quanto non fatto dalla Sasi con soldi che potevamo utilizzare per altre attività». L’obiettivo è quello di far funzionare i depuratori, alla vigilia di una nuova stagione balenare. (t.d.r.)

