«Depuratori sequestrati, vertice urgente»

Sarchese del direttivo provinciale Pd chiede un incontro con la Sasi e le associazioni ambientaliste
LANCIANO. Un incontro urgente tra il direttivo del Pd, le associazioni ambientaliste e il presidente della Sasi Domenico Scutti per fare il punto della situazione, capire qual è lo stato dei depuratori frentani e la qualità delle acque: è quanto chiesto al segretario cittadino del Pd, Leo Marongiu e al presidente Sasi, Scutti, da Tommaso Sarchese, componente del direttivo provinciale del Pd di Chieti. «Non si può assolutamente far finta di niente di fronte alle vicende che stanno riguardando la questione depuratori sul nostro territorio, sequestrati dalla procura e che hanno coinvolto i vertici della Sasi» ha scritto Sarchese nella lettera in cui ha chiesto l’incontro “né si può far cadere nel nulla l’intervento di alcune associazioni sulla questione. Quello di cui si deve discutere, anche con la politica, è lo stato dei nostri fiumi,la qualità delle nostre acque, quale effettivamente sia lo stato dei depuratori, le possibili soluzioni e gli interventi urgenti da intraprendere». Una discussione che Sarchese aveva già proposto qualche mese fa in una riunione del direttivo, ma che è caduta nel vuoto. Ora ripropone l’incontro per capire bene e con dati alla mano quale sia la reale situazione dei depuratori e soprattutto i dati contrastanti che hanno visto l’Arta smentire la Sasi sulla qualità delle acque all’uscita dei depuratori. «I dati Arta nel 2014 vedevano su 51 campioni, 17 superiori al limite di legge», ha riportato Sarchese, «così come i dati di Goletta Verde di Lega Ambiente rilevavano valori anomali alle foci dei fiumi».
Mentre la Sasi sosteneva che l’agenzia regionale non avrebbe mai riscontrato, all’uscita dei depuratori, superamenti dei limiti chimici e batteriologici previsti dalla legge.«Ritengo quindi sia importante», ha chiuso Sarchese «coinvolgere anche le associazioni ambientaliste e dei consumatori nella discussione anche creando una sorta di tavolo permanente di confronto con la Sasi che si occupa di una risorsa insostituibile quale l’acqua, dal prelievo alla sorgente fino alla sua depurazione».
Prelievo in sorgente che va a gonfie vele, tanto che vengono immessi nelle condutture 1300 litri di acqua al secondo e che, a detta della Sasi, finora non sono state effettuate chiusure dei serbatoi. Non a San Vito, dove è stata sospesa l’erogazione dell’acqua di notte per tre sere. I cittadini hanno segnalato che i rubinetti sono rimasti a secco dalle 22 alle 6 del mattino. Casi eccezionali- che erano la normalità fino a un paio di anni fa- dovuti a cali di pressione a causa di prelievi anomali, con acqua usata per irrigare orti e lavare auto. (t.d.r.)

