Depuratori sotto sequestro «Commissariate la Sasi»

LANCIANO. Una lettera al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, all’assessore all’ambiente, Mario Mazzocca, ai consiglieri regionali, alla Procura di Lanciano e al prefetto, nella quale si...
LANCIANO. Una lettera al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, all’assessore all’ambiente, Mario Mazzocca, ai consiglieri regionali, alla Procura di Lanciano e al prefetto, nella quale si chiede il commissariamento della Sasi, la società che gestisce il servizio idrico integrato in 92 comuni della provincia di Chieti e che ha sede a Lanciano. È la nuova iniziativa delle associazioni riunite di Lanciano: Pro Loco, Italia Nostra delegazione Lanciano, Cittadini in Azione, CittadinanzaAttiva Abruzzo, Associazione Ilaria Rambaldi onlus, Associazione Giako, Tradizionando ieri oggi e domani, Associazione culturale Sant'Egidio e Fai delegazione di Lanciano, sulla vicenda “ della mancata depurazione delle acque” per cui la Procura di Lanciano ha posto sotto sequestro, ormai da mesi, 12 depuratori e ha messo sotto processo il presidente della Sasi, Domenico Scutti, e quello della società di servizi Ecoesse, Alfiero Marcotullio, che ha avuto in appalto la gestione di alcuni impianti di depurazione.
«Il 28 aprile scorso», scrivono i responsabili delle 9 associazioni, «la Procura denunciava una serie di irregolarità, inadempimenti e malfunzionamenti rilevati negli impianti di depurazione Sasi, che portavano al sequestro di 12 depuratori in vari comuni. Nonostante la Sasi abbia chiesto il dissequestro di due depuratori, tale dissequestro è stato negato, non essendovi le condizioni che avrebbero giustificato la revoca del provvedimento. Ad oggi», aggiungono le associazioni, «la situazione è immutata e la Sasi continua a incassare dai cittadini la quota sul servizio di depurazione,pur non eseguendolo a norma. La dirigenza Sasi, tra l’altro, non è giunta a soluzioni di sorta, nonostante sia in carica da oltre cinque anni». Le associazioni, quindi, ritengono che «si siano concretizzate le condizioni previste dalla legge regionale per il commissariamento dell’ente, per il mancato assolvimento del servizio nei confronti degli utenti, con grave nocumento per l’ambiente e grave pregiudizio per il settore turistico, alberghiero e ricettivo».
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