Derubati anche i volontari: sparita carrozzina per disabili

LANCIANO. Pedinavano le vittime, anche di giorno, per rubare le loro auto. Ecco perché il gip arriva a parlare di «reati estremamente gravi perché attuati con spregiudicatezza». Come quando Michele...
LANCIANO. Pedinavano le vittime, anche di giorno, per rubare le loro auto. Ecco perché il gip arriva a parlare di «reati estremamente gravi perché attuati con spregiudicatezza». Come quando Michele Salcone, con la complicità di L.R., segue con insistenza i movimenti del proprietario di una Fiat Punto, da Piane d’Archi fino ad Atessa, per poi passare all’azione. A inizio aprile, invece, Giuseppe Lalli viene bloccato a Torrebruna a bordo di una Fiat Multipla, di proprietà di un’associazione di volontariato, appena rubata a Castiglione Messer Marino. L’indagato pensa che sia un controllo casuale, ma in realtà i carabinieri stanno controllando ogni suo movimento. Dentro l’auto c’è una sedia a rotelle che, come accerteranno gli investigatori con le intercettazioni telefoniche, la gang cercherà persino di piazzare. Ma, al di là della carrozzella, la macchina è carica di rame: ben tre quintali di “oro rosso” (nella foto). Si tratta di oggetti portati via dopo i raid in due abitazioni di Castiglione: le vittime sono professionisti che non risiedono abitualmente in paese, perché lavorano a Vasto e a Roma, ma vengono a conoscenza dei furti grazie alle segnalazioni dei vicini che notano evidenti segni di scasso sui portoni d’ingresso. Questo episodio non è contestato nell’ordinanza notificata ieri, ma è indicativo per ricostruire il modus operandi della banda.
Dalle intercettazioni emerge che gli indagati temevano di essere scoperti. Il 6 gennaio, ad esempio, Federico Di Sotto «si mostra particolarmente preoccupato del fatto che la presenza di un furgone rubato era stata scoperta dalle forze dell’ordine». La notte del 12 aprile, invece, la gang riesce a impossessarsi di una Lancia Lybra parcheggiata in strada a Fossacesia. La conferma arriva anche dalle immagini di un distributore di carburanti. Di Sotto telefona a un suo complice, Severino Emiliano Micucci, già a bordo della Lancia rubata: «Stai attento», gli dice, «vai a fari spenti per non farti vedere dalla polizia». Ma non è sufficiente per farla franca: i carabinieri bloccano il complice dopo un inseguimento e lo arrestano in flagranza. E ieri è arrivato il conto anche per Di Sotto. (g.let.)

