Detenuti e volontari in scena per ricordare l’Olocausto

2 Giugno 2018

CHIETI. Emozione, magia e poesia. Questo e tanto altro nello spettacolo “Una notte d’ottobre” che andrà in scena questa sera al Marrucino, ad opera di Voci di dentro Onlus, con il patrocinio del...

CHIETI. Emozione, magia e poesia. Questo e tanto altro nello spettacolo “Una notte d’ottobre” che andrà in scena questa sera al Marrucino, ad opera di Voci di dentro Onlus, con il patrocinio del Comune, della Fondazione Chieti, Abruzzo e Molise e dello stesso teatro Marrucino e in collaborazione con la casa circondariale di Pescara. È la terza replica dopo quelle del 24 febbraio nel carcere di Pescara, dell’11 aprile all’auditorium dell’università d’Annunzio alla presenza dell’ambasciatore di Israele Ofer Sachs e del 16 aprile al Circus di Pescara. Sul palco una decina di detenuti e altrettanti volontari dell’associazione che in tutte le precedenti occasioni, magistralmente diretti da Alberto Anello, hanno saputo strappare applausi a scena aperta oltre a qualche lacrima. L’opera è ispirata al libro “Quando si spengono le luci - Storie dal Terzo Reich”, di Erika Mann, liberamente adattato da Carla Viola e Anello. Un’ora e 15 minuti di spettacolo, atto unico, musiche di scena di Yann Tiersen, balletti e una immaginaria piazza davanti a una stazione dove si affollano un forestiero, un commerciante, la moglie militante nel partito, una coppia di fidanzati, un industriale, un giornalista, una cantante, il soldato tedesco, carnefici e vittime al tempo stesso incapaci di tener testa al delirio collettivo. Vittime e carnefici che scopriamo di scena in scena, all’interno della grande storia che svela la menzogna propagandistica del regime fino ad arrivare all’immane tragedia che forse si sarebbe potuto evitare. «Una notte d’ottobre», dice Francesco Lo Piccolo, giornalista, presidente di Voci di dentro, «vuole essere un momento per non dimenticare la tragedia dell’Olocausto ma anche momento di riflessione perché l’uomo torni a vedere l’altro come se stesso, come amico e non come nemico, come persona e non come mezzo, all’insegna del rispetto, della fiducia e della collaborazione, contro resistenze, pregiudizi e insicurezze che possono creare fratture e muri. Dunque teatro per conoscere, perché il passato sia davvero di insegnamento per il nostro presente perché non accada più che l’altro sia considerato il nemico da uccidere. Perché l’altro è parte di noi, e la vita degli altri è la nostra stessa vita».
Lo spettacolo (ingresso libero a offerta per l’Associazione) sarà preceduto da un incontro di presentazione che si terrà nella sala Capozucco di Palazzo de’ Mayo nell’ambito della Prima Giornata della solidarietà (dalle ore 16 alle ore 20), indetto dalla Fondazione Chieti - Abruzzo e Molise con ingresso al Museo della Fondazione a offerta libera e i cui fondi saranno destinati a Voci di dentro per sensibilizzare la comunità e incentivare la pratica della donazione nell’ambito di uno spirito solidaristico che occorre quotidianamente rinvigorire.