Detenuto affetto dal diabete muore nel carcere di Campobasso

L'uomo aveva 56 anni e aveva ricevuto assistenza sia nel carcere di Larino che in quello del capoluogo. Indagati cinque agenti di polizia penitenziaria
CAMPOBASSO. Cinque agenti di Polizia penitenziaria sono stati indagati dalla Procura di Larino a seguito del decesso il 10 settembre scorso al Cardarelli di Campobasso di un detenuto di Campomarino (Campobasso). L'uomo di 56 anni, affetto da diabete, era stato più volte in ospedale per cure specifiche prima della morte. Il figlio dell'uomo, il giorno del decesso, ha presentato una denuncia chiedendo di accertare le cause della morte del genitore. Immediata l'indagine della Procura di Larino che ha iscritto 5 persone, tutti agenti di Polizia penitenziaria, nel registro degli indagati. L'ipotesi di reato contestata è l' omicidio preterintenzionale. Per il Procuratore capo Ludovico Vaccaro «ci sono delle persone indagate ma è un atto dovuto in quanto bisognava mettere tali persone in condizioni di partecipare all'autopsia. Attendiamo gli esiti dell'esame autoptico. Attualmente non sappiamo ancora nulla». L'uomo morto, Carlo Sticca, 56 anni di Campomarino (Campobasso), fu arrestato lo scorso 10 agosto nel centro rivierasco per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Una volta condotto in carcere a Larino rimase lì per 10 giorni, fino al 20 agosto, per poi essere trasferito nell'istituto di pena di Campobasso. Durante il periodo trascorso nella cella del centro molisano, secondo fonti carcerarie, fu portato tre volte in ospedale, al San Timoteo di Termoli, per problemi collegati al diabete e ad una cardiopatia dilatativa. Cure in ospedale che si sono ripetute poi anche durante la permanenza a Campobasso. L'uomo è deceduto il 10 settembre al Cardarelli del capoluogo mentre l'autopsia è stata effettuata, su disposizione della Procura di Larino, il 16 settembre scorso nell'obitorio dello stesso ospedale.
L'arresto del 56enne avvenne al termine di un rocambolesco intervento di Polizia e Carabinieri. Sticca, in stato di ubriachezza, aveva danneggiato un'auto nel parcheggio di un distributore di benzina della Statale 16 a Campomarino e poi inveito contro la proprietaria del veicolo. All'arrivo degli agenti della polizia si era asserragliato in auto, tentando la fuga. Era nato così un inseguimento finito con un incidente: la macchina era andata a sbattere contro il guard-rail. A quel punto arrivarono anche i carabinieri e il 118; l'uomo cominciò a lanciare materiale di ogni tipo contro le forze dell'ordine, brandendo un punteruolo. Si era quindi denudato e aveva dato via a una serie di atti osceni. Trasferito con un carro attrezzi in Commissariato a Termoli, il 56enne proseguì la sua giornata di follia lanciando contro i poliziotti cipolle, bastoni, tenaglie, tronchesi, marmitte e cassette di plastica. Infine fu immobilizzato e arrestato. Due esponenti delle forze dell'ordine rimasero feriti in modo lieve.

