Devastata la riserva dell’Acquabella

3 Agosto 2021

I roghi non concedono tregua: focolai anche al Peticcio, città in ginocchio. Sorgetti: «La zona protetta non esiste più»

ORTONA. Intere aree della città cancellate dalle fiamme, oltre cento evacuati e il terrore negli occhi delle persone mentre i roghi divoravano tutto quello che trovavano sulla propria strada. Ortona è in ginocchio dopo l’emergenza incendi scattata nella tarda mattinata di domenica. Solo da oggi si può iniziare a fare la conta dei danni e disporre gli accertamenti necessari per capire la natura della devastazione. Sotto questo aspetto per il momento le forze dell’ordine non si sbilanciano, ma la pista del dolo non viene esclusa.
Ieri mattina piccoli focolai hanno ripreso vigore – anche a causa del vento – sia in contrada Santa Lucia che all’Acquabella. Ma la situazione più delicata ha riguardato l’area del Peticcio, dove l’incendio è tornato ad estendersi, causando la momentanea chiusura della strada provinciale verso il Riccio per facilitare le operazioni di spegnimento. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, oltre che le squadre antincendio della ditta Servimar, carabinieri, polizia locale, protezione civile e squadre dell’Eni. Si è però reso necessario anche l’intervento di due elicotteri per domare definitivamente il rogo. Sempre qui è stata poi riscontrata la presenza di lastre di catrame e pneumatici abbandonati, per cui è stata avviata subito una bonifica.
Da oggi si iniziano a contare i danni, che sono comunque ingenti. Numerosi ettari di terreno sono andati in fumo tra Villa Grande, San Donato, Santa Lucia, Ciampino, Torre Pizzis e il Peticcio. «La riserva dell’Acquabella non esiste più», le parole del consigliere comunale Antonio Sorgetti sono la testimonianza della forza distruttiva di questi incendi che domenica sono arrivati a lambire anche diverse abitazioni. Nella stessa serata sono stati evacuati due palazzi vicino al cimitero, in via Martella, mentre molti turisti del camping ai Ripari di Giobbe si sono allontanati dalla nota località balneare per trascorrere la notte nel centro di emergenza allestito nel palasport comunale. Ieri poi gli ortonesi hanno potuto fare rientro nelle proprie case.
«Un risveglio difficilissimo che ci mostra la devastazione del nostro territorio dopo i tantissimi incendi. La città in più punti porta i segni del fuoco che si è sviluppato», è il commento del sindaco Leo Castiglione.
Ortona è stata colpita duramente. Le fiamme hanno rischiato anche di avvolgere il cimitero, le cui pareti dell’ingresso secondario portano i segni di come il rogo si sia spinto fino alle sue porte. E poi la riserva dell’Acquabella: dopo un sopralluogo dei tecnici comunali e dei carabinieri forestali è stata chiusa a tutti, fatta eccezione per i residenti, la strada di accesso alla pinetina dal cimitero canadese. Un provvedimento necessario per il pericolo di caduta di diversi alberi e per l’assenza delle staccionate bruciate che non rende le scarpate sicure.