Deve scontare quattro anni per truffa e ricettazione

17 Dicembre 2015

SAN SALVO. Dopo otto anni la sentenza è diventata definitiva e per Maria D’Adamio, 33 anni, di San Salvo, si sono aperte le porte del carcere. La donna è stata arrestata dai carabinieri su ordine...

SAN SALVO. Dopo otto anni la sentenza è diventata definitiva e per Maria D’Adamio, 33 anni, di San Salvo, si sono aperte le porte del carcere. La donna è stata arrestata dai carabinieri su ordine della Procura dell’Aquila e trasferita nel carcere femminile di Madonna del Freddo a Chieti. Deve scontare una pena di quattro anni e un mese di reclusione per i reati di truffa e ricettazione commessi a Vasto e Casalbordino.

L’operazione più clamorosa fu quella fatta dai carabinieri travestiti da commessi per smascherare la donna e alcuni complici, che prelevavano materiale elettronico in un centro commerciale. A Vasto, la caccia agli “inafferrabili” finì nell’autunno 2007 all’interno centro commerciale Pianeta Leclerc, dove erano spariti televisori e hi-fi. Nella rete dei militari del Nucleo radiomobile della compagnia di Vasto, coordinati all’epoca dal tenente Vincenzo Orlando, finì D.C., 26 anni, di Vasto, e appunto la D’Adamio, di San Salvo. Vennero acciuffati dopo che la ragazza si stava allontanando dalla struttura con un tv color da 15 pollici, marca Funai, nascosto in una sacca. Per evitare i controlli, la donna era uscita dal varco veloce dove, probabilmente, non era in funzione il sistema antitaccheggio. Fuori dal locale, ad aspettarla nella sua auto, c’era il complice, che aveva in precedenza staccato i fili della tv e smontato l’apparecchio, a schermo piatto, dal suo supporto.

La ragazza venne rinchiusa nella sezione femminile del carcere di Castrogno, a Teramo. Contro di lei ci furono altre accuse e altri episodi contestati a Casalbordino. Dopo due gradi di giudizio e la sentenza definitiva, ora per la giovane si sono spalancate le porte del carcere. (p.c.)

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