Di Biase ridà le deleghe ma rimane assessore

Per riunire il centrodestra in crisi arriva in città il presidente della Regione Marsilio accoglie i nuovi entrati in Fratelli d’Italia e poi incontra la giunta
CHIETI. Il presidente della Regione Marco Marsilio arriva a Chieti e tenta di ricompattare il centrodestra in crisi. La lotta interna con Forza Italia rischia di travolgere l’amministrazione comunale teatina e ora si cerca di correre ai ripari. Se Umberto Di Primio non viene pienamente tutelato da Forza Italia, partito dal quale si è autosospeso, ecco che il sindaco trova sponde in Fratelli d’Italia, il partito del presidente della Regione Marsilio. FdI apre le porte all’assessore sotto attacco, Carla Di Biase - Forza Italia ne ha chiesto le dimissioni - e a due dei consiglieri più fidati del sindaco, Stefania Donatelli e Nicola Rapposelli, da ieri ufficialmente nel partito. La Di Biase ci mette anche del suo e, al momento di sancire il suo passaggio, annuncia a sorpresa «le dimissioni da assessore». Non sono dimissioni vere e proprie, ma solo un rimettere le deleghe nelle mani del sindaco. E comunque poco importa, perché il sindaco gela qualsiasi aspettativa: «Le dimissioni?», dice, «Le ho già cestinate».
Lunedì torna il bilancio in aula e i cinque consiglieri comunali potrebbero ripetere la stessa scena di lunedì scorso, quando hanno abbandonato l’aula. E così in conferenza stampa Marsilio enumera i successi ottenuti nell’ultimo periodo dal centrodestra unito e lancia un messaggio indiretto a Forza Italia: non si può minare la stabilità politica di uno dei quattro comuni capoluogo di regione. Il coordinatore regionale e quello provinciale di FdI, Etel Sigismondi e Antonio Tavani, sono ancora più chiari. «Non si può mettere in discussione un’amministrazione come quella di Chieti per ragioni politiche che ritengo incomprensibili», dice Tavani, «al sindaco Umberto Di Primio diciamo che siamo a disposizione per lavorare insieme a lui per il futuro della città». «Fratelli d’Italia», aggiunge Sigismondi, «vuole incidere sulla vita amministrativa dell’ultimo anno della consiliatura Di Primio. E anche per una questione di rispetto dei rapporti di forza, ora ci sono due consiglieri di Fratelli d’Italia che hanno diritto di esprimere un assessore in giunta. Da questo punto di vista la Di Biase ha la nostra piena fiducia».
L’interessata, intanto, ha colto la palla al balzo per far capire che l’aria non è molto cambiata, nonostante le presunte dimissioni. «Per l’impegno che ho messo e dimostrato sempre a favore del centrodestra credo di non meritare la pressione che ho vissuto in questi giorni», dice, «non permetto a nessuno di usare la mia persona e la mia dignità, e quelle del sindaco, per inscenare un teatrino. Chi ha deciso di tradire il mandato elettorale che i cittadini ci hanno dato il 14 maggio 2015, lo faccia col coraggio delle proprie idee e delle proprie azioni».
«L’onestà intellettuale e morale che mi contraddistinguono», scrive invece nella lettera indirizzata al sindaco, «fanno sì che non possa permettere che la mia persona sia la scusa con cui qualcuno voglia tradire il patto stretto con gli elettori. Ebbene, a questo punto, dopo un’attenta e ampia riflessione, ritengo, nell’esclusivo interesse dalla comunità teatina, dover porre fine al teatrino dualistico messo in atto da taluni, rimettendo nelle tue mani le deleghe conferitemi».
Accantonata la polemica politica, la Di Biase chiede un impegno al presidente della Regione per permettere il normale svolgimento del servizio di piazza in aeroporto da parte dei tassisti teatini: «I tassisti di Chieti devono poter tornare in aeroporto in un numero definito con un tuo decreto», ha detto davanti a una rappresentanza dei tassisti confusi tra la folla arrivata per quella che doveva essere una semplice conferenza stampa. Il presidente ascolta le richieste e incontra anche privatamente sindaco e giunta, Di Biase compresa.
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