Di Cicco riottiene la licenza e torna a produrre liquori

MOZZAGROGNA. La Di Cicco Antonio-Liquori, con sede a Cerratina, ha ottenuto nuovamente la licenza dall’Agenzia delle Dogane di Pescara: si conclude così una vicenda che ha rischiato di portare al...
MOZZAGROGNA. La Di Cicco Antonio-Liquori, con sede a Cerratina, ha ottenuto nuovamente la licenza dall’Agenzia delle Dogane di Pescara: si conclude così una vicenda che ha rischiato di portare al fallimento la ditta i cui proprietari sono di Villa Santa Maria. Fondamentali sono state la sentenza del Tar di Pescara e poi la decisione del tribunale di Lanciano. «Abbiamo avuto fiducia solo nella giustizia», afferma Francesco Di Cicco, figlio del fondatore Antonio, «adesso dobbiamo ritornare al nostro lavoro».
La storia inizia nel 2013 quando i Di Cicco non pagarono «per crisi economica», si legge nella sentenza del Tar, le accise dei prodotti per circa 311mila euro, offrendo comunque una fideiussione per 100mila euro e proponendo la rateizzazione del debito, onde evitare la chiusura. La sentenza aggiunge: «A tal fine, la ditta ha chiesto di essere autorizzata a estrarre prodotti dal deposito fiscale, per produrre, evadere le ordinazioni, fare i pagamenti e sostenere la sua famiglia». L’Autorità delle Dogane, però, l’11 marzo 2014, revoca la licenza e mette sotto sequestro il magazzino con 483mila euro di merce.
La sentenza del Tar potrebbe essere una pietra miliare nella giurisprudenza in tempo di crisi; in essa si legge: «Il comportamento delle Dogane non è conforme ai principi di buona amministrazione e di proporzionalità degli atti sanzionatori, non avendo considerato che la sospensione prima e la revoca poi, comportavano solo effetti negativi quali: la chiusura della ditta, il licenziamento dei dipendenti, la perdita documentata di ordini di acquisto merce e della clientela abituale, nonché la stessa possibilità di pagare i debiti fiscali all’Agenzia delle Dogane». L’avvocato dei Di Cicco, Carlo Dalla Vedova, visto il ritardo della restituzione della licenza, ha inviato all’agenzia delle Dogane e alla Procura di Lanciano, una diffida a «volere restituire alla ditta Di Cicco Antonio la licenza fiscale di esercizio».
Matteo Del Nobile
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