Di Crescenzo boccia la giunta Salvi

Verso il voto 2015. La capogruppo del Pd: in 5 anni ha cancellato cultura e scuola
GUARDIAGRELE. Undici punti che ripercorrono gli ultimi quattro anni di amministrazione con una bocciatura secca dell'esperienza di centrodestra. E per lanciare il Partito democratico nel ruolo di polo di aggregazione in vista delle comunali della primavera 2015. Gianna Di Crescenzo analizza in un documento necessità e aspirazioni di Guardiagrele nella prospettiva del 2020. La capogruppo del centrosinistra all'opposizione non si ferma a delineare le zone d'ombra, ma propone un vero e proprio programma amministrativo con le carte in regola per rappresentare la base di discussione nella formazione dell'alleanza che dovrà sfidare gli avversari nelle urne. «I quasi cinque anni di amministrazione del centrodestra guardiese», parte all'attacco l'esponente Pd, «si chiudono con un bilancio negativo. Il dato più preoccupante è dato dallo sfilacciamento del tessuto sociale, dalla distanza che si è creata tra cittadini e Comune, dalla distinzione tra figli e figliastri», è l'accusa senza mezzi termini alla giunta Salvi. «A questo si aggiunge», prosegue Di Crescenzo, «l'aver perso il ruolo di riferimento che, per tradizione, la città ha sempre avuto nel territorio pedemontano e non solo. Pur volendo considerare tutte la attenuanti oggettive», crisi economica, minori trasferimenti, confusione legislativa, «è sotto gli occhi di tutti che Guardiagrele non solo non è cresciuta ma anzi è regredita in tutti i settori». La capogruppo traccia poi il possibile quadro di alleanze da cementare per la sfida elettorale. «Il dovere del Pd», spiega, «deve essere quello di aprirsi e aggregare le energie che sono rappresentate da coloro con i quali è stata condivisa l'opposizione dentro e fuori il palazzo municipale: il gruppo consiliare di "Guardiagrele del bene in comune" e i diversi comitati cittadini. É auspicabile, però», precisa, «che si riesca a instaurare un dialogo e un confronto anche con quei con soggetti politici che, in Regione sono gli "alleati naturali" del Pd: Sel, Scelta Civica, Centro democratico e che pure sono presenti e operano nel panorama nostrano». Bilancio partecipato e manutenzioni in funzione preventiva di maggiori spese sono le proposte in tema di gestione contabile e lavori pubblici. Nel rilancio del turismo «va riconosciuto e sostenuto il lavoro di chi davvero si impegna e con risultati tangibili. Il compito di coordinamento deve essere dell'amministrazione», annota Di Crescenzo. Che passando all'ambiente mette l'accento su «un rapporto fattivo con il Parco della Majella. La nostra montagna, la nostra risorsa, deve diventare fruibile, sempre nei termini della sostenibilità. Come si vede, la gestione dell'ambiente non si limita alla sola raccolta differenziata», è la stoccata al centrodestra, seguito da una stroncatura su cultura e scuola. «Queste parole», è l'accusa, «sono state cancellate, fatte diventare simbolo di spreco, di sperpero. Guardiagrele deve tornare a fare cultura, formazione e istruzione». L'attacco più forte è riservato al fronte del Prg. «il voto recente», chiarisce l'esponente Pd, «non è stato contro lo sviluppo di Guardiagrele ma contro la gestione che il centrodestra ha riservato ad uno strumento urbanistico così importante. Quattro anni e mezzo fallimentari, una gestione che ha fatto parzialità tra chi non ha più la possibilità di mettere un mattone e chi ha fruito di agevolazioni burocratiche».
Francesco Blasi
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