Di Crescenzo: giunta e sindaco ignorati in Regione sull’ospedale

GUARDIAGRELE. La consigliera comunale Gianna Di Crescenzo, della lista “Guardiagrele per tutti”, torna a parlare del locale ospedale Santissima Immacolata, evidenziando la mancata realizzazione delle...
GUARDIAGRELE. La consigliera comunale Gianna Di Crescenzo, della lista “Guardiagrele per tutti”, torna a parlare del locale ospedale Santissima Immacolata, evidenziando la mancata realizzazione delle tante promesse fatte dalla Regione. «Purtroppo», sottolinea Di Crescenzo, «come abbiamo sempre ribadito in ogni nostro incontro pubblico con i cittadini, nella nostra struttura non si è realizzato nessuno “stabilimento sanitario”, come invece sbandierava il gruppo “Progetto per Guardiagrele” del sindaco Donatello Di Prinzio, né l’ospedale di area disagiata, promesso con tempismo di campagna elettorale dal precedente sindaco Simone Dal Pozzo e dall'allora presidente della Regione Giovanni Lolli». Di Crescenzo ricorda poi che, nonostante alle ultime elezioni comunali la sua lista non sia stata premiata dall'elettorato, anche per aver detto la verità sulla sanità locale, si è messa a totale disposizione del sindaco DI Prinzio, dandogli mandato alla Asl e alla Regione, sottolineando che la cosa importante era principalmente quella di portare a casa dei risultati per l'ospedale, ossia dei servizi. «Bisogna dire», continua Di Crescenzo, «che paghiamo inoltre anche la cecità di chi ha voluto che Guardiagrele fosse un ospedale per acuti e la scelta di quanti si sono fatti ammaliare dalle sirene elettorali. Ora», aggiunge Di Crescenzo, «temiamo fortemente che la prossima vittima sarà l' ospedale di Ortona, che già da tempo soffre per i colpi inferti dal presidente della Regione Marco Marsilio, dall'assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì e dal direttore generale Asl Thomas Schael».
Di Crescenzo evidenzia inoltre che non vede l'utilità della convocazione di un consiglio comunale straordinario sull'ospedale, richiesta da qualche forza politica. «Chi lo chiede», osserva Di Crescenzo, «dovrebbe avere in mente tutti i no detti a un futuro per il Santissima Immacolata, quando questo era ancora possibile, ricordando di averci voluto portare a un suicidio sanitario, ricorrendo al Consiglio di Stato». La consigliera si domanda infine: quanto contano alla Regione il sindaco Di Prinzio e la sua amministrazione comunale? Che rilievo hanno nel panorama politico abruzzese? «La risposta», conclude Di Crescenzo, «è evidente e sotto gli occhi di tutti: nella struttura si è riusciti finora solo a rimettere in funzione la scritta luminosa "Ospedale civile Santissima Immacolata" per dire ai cittadini: guardate il dito e non pensate alla luna».
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