Di Crescenzo: «L’ospedale diventi casa della salute»

20 Marzo 2015

Guardiagrele, la consigliera e il Santissima Immacolata «C’è una proposta della Regione per il presidio sanitario»

GUARDIAGRELE. Quale futuro per l’ospedale Santissima Immacolata? Alla domanda tenta di rispondere il consigliere comunale e dirigente regionale del Pd Gianna Di Crescenzo, che ricorda che sul nosocomio guardiese incombe ancora la pesante spada di Damocle, creata dalla passata programmazione sanitaria fatta dal centrodestra, che prevedeva per Guardiagrele un numero di posti letto pari a zero.

«Oggi», osserva Di Crescenzo, «la situazione è rimasta invariata a causa del rifiuto espresso dalle forze politiche guardiesi, sia di destra che di sinistra, di inserire l’ospedale in un piano di riconversione. Quindi, nel caso arrivasse una sentenza negativa, Guardiagrele rimarrebbe con il solo distretto sanitario di base. Ovviamente, nessuno si augura un simile epilogo giudiziario».

Di Crescenzo, evidenzia però che, attualmente, ci sono una Regione e una Asl pronte e disponibili a dialogare, che hanno una proposta di cui vogliono discutere e che, nonostante i limiti sempre più pesanti imposti dal governo centrale, sono disposte a concedere a Guardiagrele tutto quanto è in loro potere e che è consentito dalla legge. «A questo punto», osserva Di Crescenzo, «penso che una discussione andrebbe certamente intavolata. Magari mediante quella “Commissione comunale per la tutela dell’ospedale” che, proposta dall’opposizione due anni fa e convocata solo due volte, non è stata mai ufficializzata dall’amministrazione comunale del sindaco Sandro Salvi». Ma cosa prevede la proposta della Regione per l’ospedale guardiese? «Precisamente», spiega Di Crescenzo, «un nuovo modello di sanità territorale con la realizzazione della casa della salute, a cui vanno aggiunti 80 posti letto, fermo restando il distretto sanitario di base e la rete di emergenza-urgenza. La casa della salute», precisa Di Crescenzo, «comprende l’assistenza primaria e pediatrica di libera scelta, la continuità assistenziale, ovvero una guardia medica operante 24 ore su 24, compreso nei giorni festivi, la specialistica ambulatoriale, la diagnosi strumentale di base (radiologia e prelievi ), l’ambulatorio infermieristico, il servizio di assistenza domiciliare integrato, l’emergenza territoriale del 118 e la funzione di accettazione Cud». Di Crescenzo, ricorda poi che, all’interno della casa della salute è possibile prevedere anche l’attivazione di un’attività di degenza di tipo infermieristico con 20 posti letto territoriali extra ospedalieri, nei quali accogliere pazienti dimissibili dall’ospedale per acuti, non adeguatamente assistibili a domicilio. Inoltre è possibile prevedere anche l'attivazione di ulteriori moduli, quali il centro distribuzione farmaci, attività fisiche e ricreative per anziani e cronici, nonchè centri ricreativi per disabili, centri contro la violenza sulle donne, e contro le dipendenze, collegati con il Sert. «A tutto questo», continua Di Crescenzo, «vanno aggiunti 80 posti letto, di cui 20 di residenza riabilitativa psichiatrica post-acuzie, 20 di riabilitazione psichiatrica, 20 di residenza protettra disabili e, infine, 20 di residenza per anziani».

Questo è molto? È poco? È cio che serve a Guardiagrele? « Sicuramente è un punto di partenza», osserva Di Crescenzo, «un qualcosa di reale, rispetto alla dicitura “zero posti letto” di solo un anno fa. Non è poi certamente una dotazione limitata», conclude Di Crescenzo, «rispetto a quanto previsto per altri presidi come Casoli, Atessa e Gissi, che sono pronti ad ospitare nelle loro strutture tutti i servizi a cui noi potremmo rinunciare».

Giovanni Iannamico

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