Di Crescenzo: la Asl potenzi l’assistenza

Guardiagrele, la consigliera lancia la proposta: solo così è possibile decongestionare i grandi ospedali
GUARDIAGRELE. «Sarebbe saggio adesso, nell’ottica del decongestionamento dei grandi ospedali di Chieti, Lanciano, Vasto e Pescara, potenziare l’assistenza sanitaria territoriale». Lo sostiene il gruppo consiliare “Guardiagrele per tutti”, coordinato da Gianna Di Crescenzo, che chiede il rispetto di quanto gli atti ufficiali prevedono per l’ospedale di Guardiagrele e che si valuti l’opportunità che il Santissima Immacolata accolga reparti Covid-19 per malati non acuti. «La gestione del caso-ospedale da parte delle amministrazioni comunali di Guardiagrele», è scritto in una nota del gruppo politico, «è stata caratterizzata da intransigenze, occasioni perdute e diatribe inconcludenti, che hanno avuto ripercussioni devastanti sul diritto costituzionale oggi negato al cittadino. In barba a quanto concesso da atti aziendali, decreti, piani di riordino e delibere di giunta regionale, l’ospedale ha subito un inesorabile declino di posti letto, quantità e qualità di servizi ambulatoriali e del prestigio di un tempo. È mancato un dialogo costruttivo tra amministrazione comunale, Regione e Asl che ha bloccato l’attuazione di una riforma sanitaria orientata a sviluppare e potenziare servizi di assistenza e cure territoriali. Nell’attesa che il centrodestra locale, finora non incisivo sull’argomento, porti avanti l’iter di riconoscimento del cosiddetto “stabilimento ospedaliero”», prosegue la nota di “Guardiagrele per tutti”, «è prioritario ristabilire un confronto collaborativo che invece, in questi anni, è diventato un braccio di ferro ostinato e sterile. La passata amministrazione ha preteso, con delibere e carte bollate, atti che la legge mai avrebbe potuto concedere. Non è più prorogabile rivendicare l’attuazione di ciò che Asl e Regione hanno stabilito in termini di presidio territoriale di assistenza e ospedale di comunità, entrambi oggi sottopotenziati. Si dovrebbe disporre di 20 posti letto per la riabilitazione ex art. 26, di 20 posti per la residenza sanitaria e 20 di residenza assistenziale disabili adulti, di un pronto soccorso aperto 24 al giorno, come da accordo Stato-Regioni 2009 per le zone montane e a rischio sismico. Avremmo diritto a tutte le specialistiche ambulatoriali, indicate nel “Nucleo operativo distrettuale”, al “Servizio territoriale” di dialisi, alla chirurgia ambulatoriale con day surgery, a un 118 medicale h24 e a una radiologia funzionante con la sola presenza di un tecnico. Con il decreto 21 luglio 2016, osteggiato dall’allora sindaco, il commissario ad acta, riconoscendo il presidio guardiese come ospedale di comunità, ha concesso altri 20 posti letto, per complessivi 80 da rivendicare ora con determinazione. Il consiglio comunale del 18 novembre scorso», conclude la nota, «ha dato mandato al sindaco Donatello Di Prinzio di rappresentare queste mancanze nelle sedi di riferimento, per impegnare Asl e Regione al rispetto di quanto sancito nei documenti».

