Di Crescenzo: manomissioni nel bilancio

Guardiagrele, è ancora polemica sul dissesto dei conti: «Troppo superficiale la gestione di Dal Pozzo»
GUARDIAGRELE. Anche la consigliera Gianna Di Crescenzo del gruppo Guardiagrele per Tutti contesta i conti del Comune dopo la dichiarazione di dissesto finanziario, votata dal consiglio comunale nella seduta di venerdì scorso. «Durante la campagna elettorale, da parte degli ex amministratori comunali della lista Guardiagrele il Bene in Comune», ricorda Di Crescenzo, «abbiamo più volte sentito parlare di bilancio sano, anzi risanato. Noi però, già dall’estate dello scorso anno, abbiamo sollevato non pochi dubbi su alcune affermazioni e cifre, sbandierate dall’amministrazione guidata dall’allora sindaco Simone Dal Pozzo, che facevano credere che i conti fossero in ordine e ci sarebbe stato ampio spazio per innumerevoli nuovi investimenti. Che invece non fosse così», sottolinea Di Crescenzo, «era però già chiaro da settembre quando abbiamo lanciato l’allarme, soprattutto in merito al mutuo per il nuovo palazzetto dello sport, ma non siamo stati creduti e ci hanno considerato degli incompetenti e incapaci». Secondo la consigliera, quegli allarmi sono stati suffragati da tre organismi diversi: i revisori dei conti, l’agenzia Misa incaricata dall’ente e il responsabile del settore finanziario, che hanno riscontrato l’indicazione, tra le voci di entrate, di crediti mai esistiti, inseriti al solo fine di coprire le uscite. «Non si tratta», spiega Di Crescenzo, «di crediti diventati inesigibili con il tempo, ma di voci inserite in quel contesto con la ipotetica clausola del “poi si vedrà come gestirli”. Nel frattempo però l’ente, per far fronte alle proprie esigenze finanziarie, ha costantemente fatto ricorso all’anticipazione bancaria».
Di Crescenzo denuncia «la gravissima operazione, nel 2018 e 2019, di manomissioni manuali nell’inserimento dei dati contabili nel sistema informatico, che ha fatto in modo che il bilancio risultasse chiuso con un avanzo, là dove si è invece accertato, che senza quelle manomissioni, avrebbe chiuso in disavanzo». La consigliera contesta, poi, che il 6 aprile 2020, in pieno lockdown, Dal Pozzo ha ritenuto indispensabile convocare il consiglio comunale via internet per approvare un mutuo di 2,5 milioni per la costruzione del palazzetto dello sport, pur sapendo che si trattava di un indebitamento che il bilancio non avrebbe mai potuto sostenere. «Ad agosto 2020», continua Di Crescenzo, «come ulteriore aggravio, è stato poi firmato un accordo con un’azienda esterna per la manutenzione della pubblica illuminazione che prevede, per un lungo periodo, un esborso annuo di 135mila euro. Infine, c’è la demolizione della scuola dei Cappuccini, che si è voluta fare in tutta fretta, qualche giorno prima delle elezioni e ha visto un aggravio di costi per 120mila euro. Queste ed altre questioni», conclude, «ci fanno dire, con un eufemismo, che la gestione della cosa pubblica da parte dell’amministrazione Dal Pozzo è stata quantomeno “allegra” e ha però portato il Comune ad avere un buco in bilancio di 3,4 milioni». (g.i.)

