Di Felice: condutture rotte

L’assessore: il problema creato dal serbatoio Aca. Marzoli: niente bollette
CHIETI. Tre ragioni se va via l’acqua. La prima: molte condutture attraversano terreni e col caldo si spaccano quando i campi pieni di pioggia si asciugano in poco tempo. La seconda: molte cisterne pubbliche sono poste più in basso dei palazzi da servire e per effetto dei vasi comunicanti l’acqua non arriva nelle case. La terza: tutto il sistema idrico passerà a fine mese dal Comune all’Aca, ragion per cui l’ente locale, già in condizioni di ristrettezze finanziarie, non ha nessuna intenzione di impegnare risorse se poi sarà la società dell’acqua a gestire il ciclo idrico integrato. Ecco perché alcune zone dello Scalo sono già con i rubinetti col contagocce prima ancora dell’estate. Intanto i residenti annunciano una protesta in municipio per giovedì prossimo.
«Il problema allo Scalo è diverso a seconda delle zone. Ci sono serbatoi diversi», spiega l’assessore Raffaele Di Felice, «uno di ultima costruzione a Modesto Della Porta, che fornisce acqua dal rondò di Megalò alla Brecciarola: qui, anche se si sono rotture, i problemi non si manifestano perché quel serbatoio è più alto rispetto alle case. C’è poi il serbatoio lungo la Colonnetta, che dà acqua dall’altra parte, fino alle piscine e all’incrocio di via Orsogna: anche queste zone non presentano emergenze. Il terzo serbatoio», prosegue Di Felice, «quello più piccolo fornisce acqua alla parte alta di San Martino, ed è quello di Colle Renazze che, anche in presenza di un dislivello fino a metà San Martino, dà acqua e non crea problemi. Il resto dello Scalo, dal rondò di Megalò all’incrocio con l’autostrada, è fornito dal serbatoio Aca di via Orsogna, ma non è in quota e anche se l’acqua viene pompata dall’alto, la gran parte delle case dello Scalo è all’asciutto perché i palazzi sono più alti del serbatoi. All’Aca», sottolinea l’assessore Di Felice, «abbiamo chiesto una maggiore quantità di acqua giornaliera e di far pompare dall’alto di quest’ultimo serbatoio in modo che i piani alti delle case siano accontentati. Da parte nostra c’è tutto l’interessamento a intervenire ma tra 15 giorni dovrebbe esserci il passaggio all’Aca di tutto il servizio idrico imposto dalla legge».
Sulla vicenda interviene anche il consigliere comunale di opposizione Alessandro Marzoli (Pd). «I residenti nelle palazzine del Villaggio Celtid», segnala Marzoli, «stanno subendo gravissimi disagi per una situazione divenuta ormai insostenibile dal momento che vengono a mancare le condizioni minime per condurre una vita normale. È gravissimo e inaccettabile lo scaricabarile tra le istituzioni che hanno la responsabilità della fornitura idrica nella città di Chieti. Non è possibile che Comune e Aca continuino a rimbalzarsi la questione e non dicano qual è il problema che negli ultimi mesi ha lasciato senz’acqua tante famiglie teatine per intere giornate. Anche le attività commerciali», continua Marzoli, « non possono subire più le conseguenze di un disservizio che incide pesantemente sulla quotidiana organizzazione del lavoro. Torniamo a chiedere con insistenza un consiglio comunale specifico su questo problema e che si tenga allo Scalo. Chiediamo anche l'annullamento delle bollette per la fornitura idrica per tutti quei residenti che continuano a non poter usufruire del servizio idrico come gli altri». (r.o.)
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