Di Giovanni: anche il Pd avrà un candidato sindaco

Il segretario cittadino non chiude la porta a Rispoli ma mira a una coalizione allargata «Patto tra partito e liste civiche in discontinuità con l’amministrazione Di Primio»
CHIETI. «Un selfie tra i consiglieri comunali del Pd e altre persone non significa proprio niente. Non può essere una foto su Facebook a determinare la scelta di un candidato a sindaco». Il segretario cittadino del Pd, Filippo Di Giovanni, prende posizione sulle trattative in corso per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra e delle liste civiche e avverte: «Il Pd si siederà al tavolo politico della discontinuità con una propria proposta politica e anche con un proprio candidato da sottoporre alla coalizione. E mi aspetto che anche le altre forze presentino le loro proposte. Poi», dice Di Giovanni, «si troverà la sintesi sul candidato sindaco migliore». Su chi sarà il nome che verrà indicato dal Pd, finora, non c’è certezza e Di Giovanni non si sbilancia: il Pd farà suo nome intorno alla metà di gennaio.
Negli ambienti del Pd e delle liste civiche, dopo i primi due incontri, circola l’ipotesi Stefano Rispoli, consigliere ex Forza Italia che da alleato del sindaco Umberto Di Primio ne è diventato avversario passando all’opposizione. Di Giovanni non chiude la porta a Rispoli – apparso nel selfie con i consiglieri di minoranza Chiara Zappalorto del Pd, Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo del M5S ed Enrico Raimondi di Chieti da Capo – ma osserva: «Finora nel nostro partito non c’è stata alcuna discussione e non c’è stato un incontro sul tema. Ne parleremo a gennaio». Il segretario Pd punta prima a costruire una coalizione allargata e poi a scegliere il candidato sindaco: «Sono in corso», spiega, «le prove generali di una grande coalizione, civica e non, che comprenda tutte quelle forze appartenenti alla società civile e di partito che non si riconoscono negli ultimi 10 anni di amministrazione disastrosa del centrodestra. È indubbio», afferma Di Giovanni, «che la gestione Di Primio abbia portato la città al collasso dal punto di vista sociale, economico, dell’attrattività in generale e non sfugge a nessuno la moria delle attività commerciali, soprattutto nel centro storico. E poi c’è una assoluta mancanza di valorizzazione del turismo e del patrimonio storico e culturale della città: Chieti arretra sempre di più. All’interno di questo sentimento che accomuna tante persone», prosegue, «va cercata un’alternativa al centrodestra. Ma prima di individuare questo o quel personaggio da lanciare come candidato sindaco, bisogna partire da un’idea innovativa di progetto capace di restituire decoro alla nostra Chieti attraverso poche e mirate azioni rappresentando una discontinuità rispetto al passato. Nell’ambito di questo progetto, il Pd, come forza principale della coalizione, non si sottrarrà al confronto». Alle elezioni, il Pd dovrebbe presentare due liste: una di partito e l’altra, Chieti per Chieti, di ispirazione civica ma sempre radicata nel centrosinistra. «In questo momento», conclude il segretario, «il fattore di aggregazione della coalizione è che si vada oltre il sistema dei partiti e oltre chi ha già amministrato».
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