Di Giovanni: con il Pta Atessa ci guadagna

1 Giugno 2019

Atessa. Il medico Asl: l’ospedale di zona disagiata penalizzerebbe il personale rispetto ai posti letto

ATESSA. Ospedale di zona disagiata, ospedale attuale, presidio territoriale di assistenza (Pta): il medico Fioravante Di Giovanni fornisce un contributo per fare chiarezza sul futuro del presidio sanitario San Camillo di Atessa.
«Ciò che dico è un apporto assolutamente personale, non è la posizione della Asl né della politica né di alcun altro», afferma Di Giovanni che è direttore del distretto Sangro Aventino (Casoli, Atessa, Villa, Lama e Torricella).
Ecco il raffronto. Ospedale di Atessa oggi: medicina e lungodegenza, 30 posti letto; pronto soccorso e 118: h24; dialisi, 3 volte a settimana; laboratorio analisi, punto prelievi solo mattina più Poct; ambulatori specialistici, quelli offerti oggi; radiologia: H12 con reperibilità la notte; riabilitazione, codice 56, 17 posti letto. Posti letto complessivi: 47. Ospedale zona disagiata: medicina, 20 posti letto; day surgery, 5 posti letto (forse); pronto soccorso e 118, H24; punto prelievi: solo mattina più Poct; ambulatori specialistici: quelli offerti oggi; radiologia: collegata in rete con centro Spoke o Hub. Posti letto complessivi 20. Pta (casa della salute di III livello): ospedale comunità, 20 posti letto; chirurgia ambulatoriale: possibilità di day surgery (come prevede il decreto Lorenzin); pronto soccorso: Ppi e 118 H24 (l’accordo Stato-Regioni 2009 prevede in zone montane la presenza di un Punto di primo intervento distrettuale H24); punto prelievi: solo mattina + Poct; ambulatori specialistici: quelli offerti oggi con integrazione; radiologia: collegata in rete con centro Spoke o Hub; riabilitazione ex art. 26: 20 posti petto; Rsa (residenze sanitarie assistenziali): 20 posti letto; Rada (residenza assistenziale disabili adulti): 20 posti letto. Totale 80 posti letto. La dialisi è un servizio territoriale.
«Dal confronto dei posti letto», afferma Di Giovanni, «è chiaro che il personale del comparto verrebbe fortemente penalizzato in caso di trasformazione dell’attuale presidio in ospedale di zona disagiata. Con il Pta, invece, il personale in servizio oggi resterebbe tutto ad Atessa con la possibilità di rientro di alcuni infermieri precedentemente trasferiti e l’assunzione di almeno 14 operatori socio-sanitari necessari ai 40 posti letto residenziali di nuova attivazione. Nel caso di Pta, poi, i medici resterebbero quasi tutti in servizio ad Atessa».
Matteo Del Nobile
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