Di Giovanni puntò subito l’indice

3 Dicembre 2015

Il segretario del Pd è stato il primo a denunciare il viavai di Tir dal Nord Italia

CHIETI. È stato il primo a sollevare pubblicamente il problema dei cattivi odori allo Scalo, il primo a puntare il dito sull’area a ridosso del depuratore di San Martino, portando all’attenzione anche l’elevato transito di camion che trasportano rifiuti nella zona.

Era il periodo elettorale quando il consigliere comunale Pd, Filippo Di Giovanni, iniziò a porre il tema dell’aria irrespirabile in certe zone dello Scalo. Lo fece con gli strumenti a disposizione di un consigliere comunale: segnalando la questione alla stampa e portandola al vaglio del Consiglio comunale. «Ho chiesto più controlli, ma non potevo certo sostituirmi all’Arta né alle forze dell’ordine. E ora sono contento che qualcosa si è mosso», ha detto Di Giovanni commentando l’indagine della Forestale per traffico illecito di rifiuti.

«Allora il Consorzio di Bonifica mi aveva risposto che era tutto a posto, mentre l’altra azienda privata a cui avevo posto il problema non aveva fornito risposte», ricorda il consigliere, «qualcuno mi aveva anche attaccato dandomi del visionario. Ma io chiedevo soltanto verifiche, per sapere che tipo di sostanze arrivavano dentro a quei tir e anche se la strada, molto dissestata, fosse idonea al passaggio di una tale mole di camion. E comunque ho messo in evidenza che c’era un problema, quello della puzza, e anche se tutto era in regola, quel problema rimaneva e in qualche modo doveva essere sanato».

L’intervento di Di Giovanni mirava anche a una seria riflessione sulla salvaguardia ambientale, «perché se a maggior ragione è tutto in regola, allora non si può pensare di far restare quel tipo di attività così a ridosso dei centri abitati. A questo punto, attendiamo l’esito dell’inchiesta». (a.i.)