Di Iorio candidato sindaco patto con Febbo e Marzoli

2 Giugno 2020

Il medico ed ex presidente onorario del Chieti scende in campo: pronto per il Comune  Sui manifesti niente simboli di Forza Italia e Italia Viva: ecco Forza Chieti e Chieti Viva

CHIETI. «Non sarò mai un politico di professione, ma impiegherò tutte le mie forze per la rinascita della mia città». Con queste parole, Bruno Di Iorio, medico ed ex presidente onorario del Chieti, dice sì alla corsa per il Comune: sarà lui il candidato sindaco del gruppo formato da Forza Italia e Italia Viva. «È il momento», annuncia Di Iorio, «di farsi promotori di un progetto di rinascita».
Il patto siglato dall’assessore regionale di Forza Italia Mauro Febbo e dal consigliere comunale di Italia Viva Alessandro Marzoli non si scioglie dopo l’emergenza coronavirus e resiste alla riapertura delle trattative per il dopo Di Primio: va avanti il progetto di una lista civica senza simboli di partito in vista delle elezioni in programma, probabilmente, il 20 settembre. «In me», spiega il medico, «si è risvegliato forte l’orgoglio di teatinità e insieme abbiamo stretto un patto programmatico esclusivamente finalizzato alla ripresa socio-economica e culturale della nostra Chieti, fondato su criteri di discontinuità col passato, rinnovamento, competenza e senso di appartenenza teatina». Di Iorio dice: «Per anni sono stato sollecitato da più parti per fare un passo importante per la nostra città e oggi ho deciso di farlo grazie alla forte sollecitazione di tantissimi concittadini liberi pensanti e attivamente impegnati nella gestione politica».
Sui manifesti non ci saranno i simboli di Forza Italia e Italia Viva ma Forza Chieti e Chieti Viva: per i forzisti, che già usano il nuovo nome sugli atti ufficiali del Comune, potrebbe significare prendere una strada diversa da quella dettata da Roma. Nei prossimi giorni, i colonnelli di Forza Italia potrebbero indicare la via dell’unità del centrodestra con l’appoggio a Fabrizio Di Stefano della Lega. Ma Febbo e i suoi non vogliono cedere. «È una intesa civile», prosegue Di Iorio, «che con la mia figura sarà svincolata ed equidistante da padrini e politica canonica e aperta a tutti quei soggetti che garantiranno obiettivi chiari e necessari per la ripresa della città. Con una decisa volontà di rivedere anche stagnanti equilibri consolidati che nulla portano più alla città e che sono diventati un fardello da cui non ci muove più».
Di Iorio commenta così lo stato della città: «Chieti da sempre concetto di città con storia plurimillenaria era riferimento per tutto l’Abruzzo. In città vi era un fermento culturale sconosciuto oggi. La realtà odierna evidenzia un degrado socio-economico inesorabile. Probabilmente in molti, ma soprattutto i ben pensanti non hanno avuto il coraggio o sentito l’obbligo morale di spendersi per la propria città lasciando libero campo a inerzia e pressapochismo».