Di Iorio promette: maggiore attenzione al quartiere Filippone

11 Agosto 2020

Del Conte (Forza Chieti) taglia il nastro della sede elettorale I problemi della zona: manca anche il medico di famiglia

CHIETI . I problemi del popolato quartiere di Filippone al centro dell’inaugurazione della sede elettorale del candidato consigliere Marco Del Conte, residente a Filippone, in corsa con Forza Chieti, la lista formata dall’assessore regionale Mauro Febbo a sostegno del candidato del polo civico Bruno Di Iorio, tutti presenti all’inaugurazione. Del Conte, 49 anni, ex ufficiale dei carabinieri ora nell’esercito dove si occupa di appalti pubblici, si presenta in accoppiata con Silvia Albanese, imprenditrice molto attiva nel sociale e nella cultura, e presidente dell’associazione Teatis Artibus.
La sede elettorale è stata aperta proprio all’incrocio di Filippone. Del Conte ha ricordato i problemi del quartiere: dalla mancanza di un centro di aggregazione, alle condizioni di strade e marciapiedi dissestati e pieni di buche, alla mancata sostituzione del medico di famiglia andato in pensione. Su quest’ultimo punto Del Conte ha sottolineato come «il problema sia certamente di competenza della Asl, ma un Comune dovrebbe comunque insistere con l’azienda sanitaria locale perché un quartiere di 12mila residenti non venga lasciato senza adeguati servizi sanitari». Gli ha dato subito ragione il candidato sindaco che, da medico di famiglia, conosce bene il settore e che ha definito «un’offesa al quartiere la mancata sostituzione del medico».
Filippone lamenta in generale una mancanza di attenzione da parte dell’amministrazione comunale: «Hanno messo le isole ecologiche dappertutto, anche in maniera ridondante», ha sottolineato Del Conte, «ma qui nulla. Se poi scendiamo verso Bucchianico, ci sono altre situazioni di difficoltà. Come ad esempio in via Forlanini, dove ci sono abitazioni che ancora chiedono l’allaccio alla rete fognante oppure una fermata dell’autobus e non riescono a spuntarla. A Santa Barbara, invece, i residenti lamentano l’abbandono del vecchio ospedale San Camillo che per la zona era fonte di reddito e ora, invece, è sepolto da una giungla di erbacce cresciute senza controllo». (a.i.)