Di Iorio: sì, mi candido con Febbo e Marzoli

Il medico ed ex presidente del Chieti: «Sono pronto, ora la città è un paesotto» Ma si va verso il rinvio delle elezioni: è probabile lo slittamento all’autunno
CHIETI. Bruno Di Iorio dice sì: il medico ed ex presidente del Chieti vuole essere il candidato sindaco del terzo polo nato dall’alleanza tra l’assessore regionale Mauro Febbo di Forza Italia e il consigliere comunale Alessandro Marzoli di Italia Viva. Di Iorio è pronto a scendere in campo perché, adesso, Chieti gli sembra «un paesotto di periferia».
«Per anni», dice, «sono stato sollecitato da più parti per fare un passo importante per la nostra città, ma il rispetto di ciò che è stato il mio percorso da ragazzo a oggi e il rischio di trascurare la professione e il dovere genitoriale, mi hanno impedito quello che ora ho deciso di fare grazie alla forte sollecitazione di due personaggi della politica cittadina: Febbo e Marzoli hanno stimolato il mio orgoglio teatino».
Si va verso il rinvio delle elezioni comunali causa coronavirus: il governo dovrebbe spostare la data da fine maggio-inizio giugno al periodo tra ottobre e dicembre. Ma la presa di posizione di Di Iorio non è passeggera e contempla un impegno a lungo termine: «Febbo e Marzoli», dice, «sebbene di orientamenti politici differenti, hanno stretto un patto programmatico esclusivamente finalizzato alla ripresa socio-economica e culturale della nostra Chieti fondato su criteri di discontinuità col passato, rinnovamento, competenza e senso di appartenenza teatina. Non sarò mai un politico di professione, il mio raggio di azione sarà Chieti con l’augurio di creare un nuovo modo di vedere la città con un futuro roseo per la comunità tutta».
I candidati ufficiali salgono a tre: Di Iorio si unisce a Fabrizio Di Stefano (Lega) e a Paolo De Cesare, sostenuto da 5 liste civiche. Di Iorio rivela il motivo del suo sì: «Ho vissuto una Chieti splendida soprattutto nell’adolescenza: Chieti da sempre concetto di città con storia plurimillenaria era riferimento per tutto l’Abruzzo. I locali, per noi ragazzini, erano inviolabili perché gerarchicamente frequentati dagli studenti universitari. In città vi era un fermento culturale sconosciuto oggi. Indelebili ricordi al cospetto della realtà odierna che relega la città a paesotto di periferia. Di chi le responsabilità? Forse di tutti, ma soprattutto dei benpensanti che non hanno avuto il coraggio o sentito l’obbligo morale di spendersi per la città, lasciando libero campo a inerzia e pressapochismo».
«Sostegno» a Di Iorio arriva da Maura Micomonaco, consigliera di Forza Italia che dice: «Si tratta di un polo civico aperto nato da esigenze imprescindibili: discontinuità, rilancio, competenza e teatinità. Abbiamo lavorato pensando alla città e alle sue necessità portando alla luce un nuovo progetto con un programma condiviso e un’intesa che unisse le forze civiche e, soprattutto, individuando in Di Iorio l’espressione più adatta al ruolo, in considerazione delle sue capacità umane e professionali».

