Di Lallo, ricerche con elicotteri e droni

18 Settembre 2020

Battute le zone di Paglieta, Mozzagrogna e Lanciano per trovare il 64enne scomparso da martedì

PAGLIETA. Battuta a tappeto la zona vicino all’abitazione e poi ancora ricerche con elicottero e drone anche a Lanciano e Mozzagrogna. A tre giorni dal suo allontanamento da casa, non ci sono tracce di Ettore Di Lallo, Ettorino per tutti, il 64enne con problemi psichici scomparso martedì mattina da Paglieta. E con il passare delle ore cresce la preoccupazione per le condizioni di salute dell’uomo, che prende abitualmente diversi farmaci. Dopo il summit dell’altro giorno in Prefettura, a Chieti, nel quale è stata attivata una task force diretta dai carabinieri di Atessa, ieri le ricerche del 64enne sono riprese dall’abitazione di contrada Prangiarella, dove Ettorino vive con la cognata. La zona attorno è stata battuta dai carabinieri e dai volontari della Protezione civile per un raggio di 800 metri, anche con l’ausilio dei cani molecolari. «È un grande camminatore, malgrado l’andatura lenta e barcollante», dice il sindaco Ernesto Graziani, «si allontana tutti i giorni ma è sempre rientrato. In paese è conosciuto e benvoluto da tutti. Speriamo di ritrovarlo al più presto». Nel corso della notte è stato invece utilizzato un drone dei vigili del fuoco, dotato di sensori di calore per rilevare variazioni di temperature, che è stato però possibile attribuire solo ad animali. In mattinata, poi, l’elicottero ha sorvolato a bassa quota l’area da Paglieta a Lanciano, fino a Mozzagrogna. Alle 11 di martedì, giorno della scomparsa, Di Lallo era ancora in paese, lungo la strada provinciale 19. Alle 13 risale la prima segnalazione, a Mozzagrogna. Qualche ora dopo, alle 18, sarebbe stato riconosciuto a Lanciano, nella zona dell’ipermercato Oasi. L’uomo potrebbe aver raggiunto l’area frentana chiedendo un passaggio in auto. Ma i carabinieri di Atessa, diretti dal capitano Alfonso Venturi, non escludono altre ipotesi: Di Lallo potrebbe avere avuto un malore ed essere caduto in qualche anfratto o scarpata, oppure potrebbe aver preso un mezzo pubblico, autobus o treno. «Per questo abbiamo diffuso volantini ed esteso le ricerche a livello nazionale», spiega il capitano Venturi, «invitiamo chi ha visto questa persona a farsi avanti tranquillamente, contattando 112 o 113».