Di Lello, oggi primo verdetto

Il riesame decide sulla libertà prima dell’Assise, il presidente è una donna
VASTO. È attesa per questa mattina la sentenza dei giudici del tribunale del Riesame (presidente Gargarella) che ieri si sono occupati del ricorso presentato dai legali di Fabio Di Lello, 33 anni, contro la custodia cautelare in carcere del loro assistito per l’omicidio di Italo D’Elisa. Oggi l’ex calciatore saprà se giovedì potrà comparire davanti ai giudici della Corte d’assise di Lanciano da uomo libero oppure no.
La richiesta della difesa del 33enne, che ha ucciso il 22enne D’Elisa per vendicare la morte della moglie Roberta Sargiassi, investita in motorino dall’auto di Italo, si è basata sulla non pericolosità sociale dell’imputato, oltre che sull’insussistenza della premeditazione e sull’impossibile reiterazione del reato. «Fabio Di Lello non è uno spietato assassino ma è un uomo che ha perso il grande amore della sua vita ed è impazzito di dolore, al punto da trascorrere le sue giornate al cimitero davanti alla tomba della moglie Roberta. Spesso restava al cimitero anche la notte. Di Lello ha comprato la pistola per uccidersi. Voleva suicidarsi davanti alla foto di Roberta. Non voleva uccidere. Quel giorno è accaduto qualcosa che lo ha sconvolto». L’avvocato Giovanni Cerella ha raccontato così, ai giudici del tribunale del riesame, la dolorosa storia di Fabio Di Lello e ribadito la non pericolosità del panettiere ex calciatore e ora allenatore degli allievi del Cupello. A giudizio di Cerella e del collega Pierpaolo Andreoni non c’è mai stata la premeditazione dell’omicidio di Italo D’Elisa, freddato il 1° febbraio con tre colpi di pistola. I difensori dell’imputato ritengono che una perizia pischiatrica confermerebbe la criticità delle condizioni psichiche di Di Lello. Ma non c’è stato il tempo per eseguire l’esame, come di chiedere l’incidente probatorio. A distanza di 24 giorni dall’omicidio il procuratore capo della Repubblica di Vasto, Giampiero Di Florio, ha rinviato a giudizio l’omicida con il rito direttissimo. Il processo si terrà fra due giorni a Lanciano. Il collegio sarà composto dai giudici togati Marina Valente, presidente, e Andrea Beli, a latere. È probabile che i difesori di Di Lello chiedano i termini a difesa. L’inizio del processo è previsto per le 10. Oggi l’ufficio gip di Lanciano provvederà al sorteggio dei sei giudici popolari, più una riserva, che completerà la composizione della Corte. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

