Di Loreto alla presidenza, ma la Odorisio resta fuori

22 Marzo 2017

CHIETI. La Commissione comunale pari opportunità dà inizio ai lavori: l’organo si è insediato e ha eletto presidente Marialaura Di Loreto e vice Barbara Di Roberto. Lo fanno sapere il presidente del...

CHIETI. La Commissione comunale pari opportunità dà inizio ai lavori: l’organo si è insediato e ha eletto presidente Marialaura Di Loreto e vice Barbara Di Roberto. Lo fanno sapere il presidente del consiglio comunale Liberato Aceto e l'assessore Emilia De Matteo, che ricordano le componenti: ci sono Rita Montini, Mariachiara Boccasini, Francesca De Vincentiis, Silvia D’Alberto, Maria Di Fulvio, Marialuce Latini, Raffaella Nardi, Mimma Paldinola, Valentina Bevilacqua, Concetta de Sanctis, Paola Santilli, Maria Antonietta Scarcella. Maria Rosaria Odorisio, socia dimissionaria dell’Aduc, è decaduta essendo venuto meno il requisito dell’appartenza a un’associazione. Poi i membri di diritto: la De Matteo, le consigliere comunali Maura Micomonaco, Stefania Donatelli, Nicoletta Di Biase, Elisabetta Fusilli, Manuela D’Arcangelo, Chiara Zappalorto, Teresa Giammarino, Clara Ricciardi e la nominata dal Ministero del lavoro per la Provincia, Annarita Guarracino. «La Commissione è un strumento voluto dall’amministrazione comunale fin dal 2013», dicono Aceto e l’assessore «per dare impulso alle politiche di genere. Un lavoro che sarà importante per contribuire all’effettiva attuazione dei principi di uguaglianza e di parità tra i cittadini, attraverso proposte, progetti e azioni positive. Grandi passi avanti sono stati compiuti nel nostro Paese in questi anni, e il nostro ulteriore auspicio è che l’esperienza di donne rappresentanti della società civile possa aiutare il confronto e il dialogo costante. L’attività della Commissione», proseguono, «è orientata a mettere in atto tutte quelle iniziative che possano contribuire alla rimozione di comportamenti discriminatori e alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica, in particolare delle giovani generazioni, sulla parità di genere. Nonché a proporre interventi per rimuovere gli ostacoli di ordine economico, sociale, culturale e istituzionale che costituiscono discriminazione nei confronti delle donne e di tutti i cittadini».(e.r.)